La passeggera matura che salì nella mia auto quella mattina
Salì nella mia auto con un vestito morbido e la calma di chi non ha più fretta. Non immaginavo che due giorni dopo mi avrebbe chiesto di deviare fino a casa sua.
Salì nella mia auto con un vestito morbido e la calma di chi non ha più fretta. Non immaginavo che due giorni dopo mi avrebbe chiesto di deviare fino a casa sua.
Scesi dall’auto per sedermi davanti e, appena sentii il rigonfiamento nei suoi pantaloni, capii che quel taxi non mi avrebbe riportata dritta a casa.
Era entrato nella sua torre per saldare un vecchio debito. Non immaginava che sarebbe rimasto immobile dietro la tenda, trattenendo il fiato, incapace di distogliere lo sguardo.
Le chiesi di aprire le gambe al distributore e all’addetto quasi uscirono gli occhi dalle orbite. Quella mattina capimmo che il morbo di farci guardare ci dominava completamente.