Il gioco delle sfide che ha risvegliato la mia fantasia nascosta
Quando arrivò l’ultima sfida della notte, sapevo che potevo dire di no. Quello che nessuno si aspettava era che dicessi di sì con quel sorriso sulle labbra.
Quando arrivò l’ultima sfida della notte, sapevo che potevo dire di no. Quello che nessuno si aspettava era che dicessi di sì con quel sorriso sulle labbra.
Gli ho mandato la foto di una scatolina e quattro parole: «stanotte giocherò con te». Non sapevo che il nuovo giocattolo non fosse per me, ma per lui.
Mi sono sdraiata nuda credendo di voler solo dormire. Tre ore dopo stavo ancora scoprendo quanto piacere fossi capace di darmi da sola.
Gli mostrai il video e crollò sul pavimento del salotto. Ma quando si rialzò, non era più la donna che suo marito aveva umiliato per vent’anni.
Sono uscita dal lavoro senza biancheria intima e con la camicetta socchiusa. Volevo solo sentire l’aria tra le cosce. Non immaginavo chi avrei trovato nel vagone.