I novellini della palestra volevano provare qualcosa di più
Marcos e Nadia l’avevano fatto solo con noi. Quella sera, bendati e con i vicini in arrivo, avrebbero scoperto fin dove erano disposti a spingersi.
Marcos e Nadia l’avevano fatto solo con noi. Quella sera, bendati e con i vicini in arrivo, avrebbero scoperto fin dove erano disposti a spingersi.
Appena chiusa la porta, una sagoma dai capelli rossi mi si aggrappò al collo e mi baciò come se il tempo non fosse passato. Il benvenuto era appena iniziato.
Lo invitavamo a casa dopo ogni cena. Questa volta volevamo di più: due giorni chiusi con lui, senza orologi, senza vicini, senza freni.
Sono salita sul catamarano per perdermi un po’ dal mondo. Non avrei mai immaginato che sarei finita nuda, circondata, e che sarei stata io a non volere che finisse.
Scese in sala senza mutandine e senza reggiseno. Diceva di non sapere cosa le stesse succedendo, ma io cominciavo già a capirlo: quel giorno avrebbe superato ogni limite.
La birra ci aveva resi affettuosi e la terrazza sembrava vuota. Finché non vidi il lampo di un paio di binocoli puntati su di noi dalla collina.
Andai a prendere dell’acqua a mezzanotte e la trovai sola davanti alla lavatrice. Non mi annunciai. Rimasi sulla soglia, a guardare, senza riuscire ad andarmene.