La professoressa che mi ha trasformato nel suo schiavo
Da settimane ammiravo i suoi piedi dall’ultima fila. Il giorno in cui si tolse i sandali e mi fissò, capii che non c’era più ritorno.
Da settimane ammiravo i suoi piedi dall’ultima fila. Il giorno in cui si tolse i sandali e mi fissò, capii che non c’era più ritorno.
Mancavano due ore alla videochiamata e il mio corpo già tremava. Non mi sarei toccata neanche una volta; bastava scrivere ciò che dovevo fare su me stessa.
Le offrii di massaggiarle i piedi senza sapere che avrebbe messo il suo proprio dove non osavo chiedere, e che nessuno dei due avrebbe detto una parola.
Mentre mio marito mi succhiava i seni davanti allo specchio, io pensavo a lei e al corpo dell’uomo con cui avremmo cenato quella sera.
Quella settimana ero stata insolente, e lui mi avvertì: avrebbe visto se fossi rimasta così altera con lui, da vicino e in ginocchio.