Mi sono spogliata in piena strada e lui mi ha trovata così
Erano le undici di sera, la strada era deserta e decisi di togliermi i vestiti proprio lì. Non immaginavo che qualcuno barcollante all’angolo mi stesse osservando.
Erano le undici di sera, la strada era deserta e decisi di togliermi i vestiti proprio lì. Non immaginavo che qualcuno barcollante all’angolo mi stesse osservando.
Da mesi giocavamo a farla guardare senza che lei lo sapesse. Quella notte, con due amici sul divano, scoprii che era lei a controllare il gioco fin dall’inizio.
Non avevo mai baciato una donna. Davanti allo specchio del suo ingresso capii che quel pomeriggio avrei fatto molto più che guardare.
Pensavo che la casa accanto fosse vuota. Quando alzai gli occhi dal libro e lo vidi sul balcone, seppi esattamente che cosa avrei fatto con lui.
Credevo che il mio futuro sarebbe dipeso dal proprietario del locale più costoso della costa. Non immaginavo che la prova finale me l’avrebbe imposta la sua mano destra, una donna esperta del mestiere.
Mateo le promise che sarebbe stato un successo. Quello che non le disse è che aveva intenzione di nascondersi sotto la scrivania mentre lei salutava i primi follower in diretta.
Quella mattina, mentre si vestiva senza pudore davanti a me, capii che il vero gioco non era il sesso: era quanta gente volesse guardarla.
Non avevo mai fatto una cosa del genere. Ma quel pomeriggio, mentre cercavo qualcuno per sistemare il tetto, capii che in realtà stavo dando la caccia a qualcos’altro.
Sollevò un asciugamano tra le portiere dell’auto per nascondersi da tutti. Non contava sul vento, né su quanti occhi la stessero già osservando.
Avevamo stabilito una cosa semplice: uno squillo quando avessero iniziato, e io sarei comparsa sul balcone come per caso. Quella notte cambiò tutto.
Scoprii che il piacere non stava nel mare o nel paesaggio, ma nell'istante esatto in cui uno sconosciuto si accorgeva che non portavo nulla sotto.
Non avrei mai pensato che uno spettacolo delle quattro e mezza sarebbe finito con me a trattenere il respiro, pregando che nessuno guardasse verso la nostra fila.
Un’onda dispettosa, un asciugamano bagnato e, all’improvviso, il mio bikini incollato al tessuto mentre io restavo in piedi. Quello che accadde dopo mi cambiò per sempre.
Ho detto a Mateo che mi sarei abbronzata a pancia in su. Non gli ho confessato che il vero piacere era sapere che ogni uomo di passaggio si fermava a guardarmi.
Accettai il fetish del mio ragazzo ed uscii vestita per farmi guardare. Non immaginavo che sarei finita sola con un poliziotto che mi osservava troppo.
Quando l’obi le strinse la vita, capì che non si poteva più tornare indietro: ogni piega lo cancellava un po’ di più, e non aveva mai desiderato nulla con tanta vergogna.
La notte prima di partire accendemmo lo schermo, mostrammo i video di quella villa e lasciammo che il ricordo ci preparasse a ciò che l’isola ci riservava.
Credevo che dormisse mentre una bionda si avvicinava a me sulla spiaggia. Al ritorno mi confessò di aver visto tutto a occhi socchiusi.
Avevo ventisei anni e credevo di conoscere i miei limiti. Bastarono uno sconosciuto sulla sabbia e lo sguardo complice di mio marito per scoprire che non conoscevo nulla.
Il mio ragazzo era convinto che non avrei osato. Scommise che avrei fatto eccitare il giardiniere solo dalla finestra, ma quel pomeriggio finì in ginocchio davanti a me.