Quello che mia moglie fece nella cabina del sex shop
Cercavamo un dildo nuovo lontano da casa, dove nessuno ci conoscesse. Quello che accadde in quella cabina lasciò il giocattolo dimenticato a terra.
Cercavamo un dildo nuovo lontano da casa, dove nessuno ci conoscesse. Quello che accadde in quella cabina lasciò il giocattolo dimenticato a terra.
Scese le scale con il cuore accelerato e il vestito aderente alla pelle nuda. Sapeva che lui la osservava dalla finestra, e che quella notte il gioco non aveva più ritorno.
Entrai nella stanza vestita da mimo, con un trench sopra la lingerie e la certezza che quella notte avrei fatto qualcosa di cui non mi sarei mai pentita.
Mi sdraiai nudo sotto l’ultimo sole di settembre, offrendo il mio corpo a chiunque volesse guardarlo. Poi comparve l’unico uomo che credevo di non rivedere più.
Mi ero giurato che saremmo andati solo a guardare. Ma quando quello sconosciuto posò la mano sulla spalla di Eduardo, capii che nemmeno io sarei riuscito a restare fermo.
Lui decideva quando spogliarmi, quando legarmi e davanti a chi. Io dovevo solo obbedire, e scoprii che obbedire mi accendeva più di quanto avessi mai ammesso.
Non ho mai avuto il coraggio di espormi. Fino a oggi. Domani andrò a lezione senza nulla sotto i vestiti, e averlo scritto qui sembra già il vostro primo ordine.
Io ero il tipo serio, in giacca e fuoristrada. Bastava che una donna mi sfidasse con lo sguardo perché la bestia si svegliasse, e quella fiera di paese la liberò del tutto.
Servii quella casa fin da bambino e vidi come la chioma di fuoco di quella donna metteva in ginocchio gli uomini più potenti della valle, uno per uno, secondo il giorno della settimana.
Quando ci ha fatto salire sul palco e sono iniziate le scommesse su cosa avessimo sotto il vestito, ho capito che la festa di lusso non era più normale.
Uscii da sola a esplorare la zona nord e un colpo alla nuca cambiò tutto. Mi svegliai circondata da sconosciuti, senza vestiti e senza via di fuga.
Scese dal piano del piacere in un appartamento di Ruzafa e, appena il desiderio della strada le sfiorò la pelle, capì che nemmeno i vestiti più larghi avrebbero contenuto ciò che era.
Tardavo apposta a darle il cappotto, godendomi il modo in cui gli uomini la guardavano. Non immaginavo che uno avrebbe osato tanto davanti a me.
Non ti conoscevamo affatto, ma passasti tutto il pomeriggio con la mano nel costume, a guardarci giocare. E noi lo sapevamo fin dall’inizio.
Gli ho chiesto una foto e mi è arrivata quella di un altro uomo: uno sconosciuto perfetto. Quella notte non immaginavo dove mi avrebbe portata quell’immagine mentre dormivo.