La prima volta in cui mi sono concesso a uno sconosciuto
Avevo ventidue anni e non ero mai stato con un altro uomo. Quando spinsi la porta socchiusa del 5B, capii che quella notte non sarei uscito uguale a come ero entrato.
Avevo ventidue anni e non ero mai stato con un altro uomo. Quando spinsi la porta socchiusa del 5B, capii che quella notte non sarei uscito uguale a come ero entrato.
Sapeva che mi osservava troppo a lungo, che cercava di dissimulare. E, come sempre, decisi che non avrei lasciato correre.
Quando suonò il campanello, Babacar gli ordinò di aprire la porta indossando solo quel ridicolo tanga. L’amico entrò sorridendo, e Tomás capì che quella notte non apparteneva a sé stesso.
Adrián misurava ogni gesto con me, come se sapesse qualcosa che io non sapevo. Ci misi tempo a scoprire che il ragazzo che baciavo aveva già la valigia pronta e una vita ad attenderlo in un’altra città.
Gli restituìi lo sguardo con il foglietto in tasca, senza sapere ancora che quel pomeriggio avrei chiamato il suo numero e scoperto fin dove arrivava la sua proposta.
Abbassai la luce del salotto per non farmi vedere, ma quando il lenzuolo cominciò a muoversi sotto il suo fianco capii che quella notte non avrei dormito.
Alle due di notte mi infilai nudo in piscina credendo di essere solo. Quando sentii i suoi passi avvicinarsi, non c’era più niente da nascondere.