La notte in cui mia zia smise di essere solo mia zia
Nadia era sola da anni, si allenava per non pensare. Suo nipote era l’unico che la guardasse come una donna, e quel pomeriggio di postumi entrambi smisero di fingere.
Nadia era sola da anni, si allenava per non pensare. Suo nipote era l’unico che la guardasse come una donna, e quel pomeriggio di postumi entrambi smisero di fingere.
Si siede due sedie alla mia sinistra e, mentre la famiglia chiacchiera, la mia testa l’ha già messa a cavalcioni sulle mie gambe. Nessuno lo sa. Neanche lei. Non ancora.
La prima sera che andai ad aiutarlo pensai che avrei fatto solo i suoi esercizi. Non immaginavo che con lui avrei scoperto tutto ciò che in casa mi avevano negato.
Entrai nella sua stanza e lo trovai con gli occhi lucidi. Stava per annullare la visita della sua ragazza per paura della sua prima volta. Non potevo lasciarlo così.
Le di il permesso di uscire con entrambi la stessa sera. Quando tornò al parcheggio, aveva ancora i segni di uno e alle sette e mezza aveva un appuntamento con l’altro.
Sentii mia sorella gemella muoversi sotto la doccia. Quando entrai in bagno, vidi la sua mutandina buttata per terra, e tutto si complicò quella stessa mattina.
Portavo mesi senza aprire quella cartella nascosta nel telefono. Quella notte, l’insonnia e il desiderio decisero per me.
L’ho aggiunto senza pensarci. Ho letto tutto quello che ha pubblicato. Non gli ho mai messo un like. Tre anni dopo, non riesco ancora a scrivergli.