Tornò alla mia porta dopo tre mesi
Quando aprii la porta e la vidi lì, scalza e col mascara colato, capii che non era venuta per parlare. Veniva a riprendersi ciò che aveva lasciato in sospeso.
Quando aprii la porta e la vidi lì, scalza e col mascara colato, capii che non era venuta per parlare. Veniva a riprendersi ciò che aveva lasciato in sospeso.
In pedana l’aveva affrontata senza pietà; negli spogliatoi, con la medaglia ancora tiepida sul petto, voleva solo tornare a sentire le sue braccia attorno a sé.
Nella curva dove gli alberi formavano un tunnel di luce, allungai la mano e la posai sulla sua. Non servivano parole: bastava per dire che sì, volevo provarci.
Contò fino a dieci prima di spingere la porta del bagno. Il vapore avvolgeva tutto e, per la prima volta, decise di non fuggire da ciò che provava per lei.