La cerimonia di seta che mi rese donna
Quando l’obi le strinse la vita, capì che non si poteva più tornare indietro: ogni piega lo cancellava un po’ di più, e non aveva mai desiderato nulla con tanta vergogna.
Quando l’obi le strinse la vita, capì che non si poteva più tornare indietro: ogni piega lo cancellava un po’ di più, e non aveva mai desiderato nulla con tanta vergogna.
Quella notte non volevo aspettare nessuno. Volevo la guardia che mi aveva spogliata con lo sguardo, senza sapere cosa nascondevo.
Arrivai al tempio mezzo morta, convinta che il mio corpo fosse una maledizione. Quella stessa notte il sacerdote mi sussurrò che in realtà ero una prescelta.
Quando aprii la porta, mi aspettavo di trovarla sola sul divano, come sempre. Non avevo fatto i conti con la seconda sagoma che mi fissava nella penombra del salotto.
Ho pagato una fortuna per trovare la moglie perfetta. L’app mi ha mandato un solo profilo: Daniela. Ciò che ho scoperto in hotel non era nelle foto.
Varcai la porta di quell’appartamento con il borsone pieno di lingerie e ne uscii trasformata in qualcos’altro: nella cagnolina obbediente di due uomini.
Non mi chiamò per nome la prima volta. Mi guardò tutta, senza morboso interesse né pietà, come se il mio corpo non fosse un problema da risolvere.
Ho la faccia da viziosa e tutti lo notano. Nell’ultimo vagone, stretta contro corpi che non conosco, lascio che le mie mani facciano ciò che la mia testa ha già deciso.
Premetti il campanello con le dita tremanti. Sapevo che dietro quella porta mi aspettava qualcuno capace di farmi diventare ciò che avevo sempre sognato di essere.
Da anni ero una belva a letto. Gli uomini mi temevano o mi assecondavano. Nessuno mi aveva mai legata. Nessuno, finché non diedi la mia e-mail a quello sconosciuto della chat.