Il mio fidanzato fingeva amore mentre mi spingeva tra le braccia di un altro
Il corpo mi bruciava ancora per il weekend con lui. Non immaginavo che quella stessa notte avrei sentito, dietro una porta, la conversazione che mi avrebbe spezzata.
Il corpo mi bruciava ancora per il weekend con lui. Non immaginavo che quella stessa notte avrei sentito, dietro una porta, la conversazione che mi avrebbe spezzata.
Vagavo con pochi vestiti addosso quando qualcosa di enorme e umido emerse dal folto e mi afferrò i polsi prima che potessi urlare.
Sono le due del mattino, non riesco a dormire e sono solo. Il caldo stringe, il letto brucia e la mia mente comincia a vagare tra nomi e corpi che credevo dimenticati.
Chiusi la porta del bagno, lasciai cadere la divisa sul pavimento e capii che quel pomeriggio non avrei potuto pensare ad altro che alle sue mani.
Quella sera d'aprile sono uscita senza reggiseno e con un tanga minimo. Non sapevo che mio marito avrebbe frenato davanti al distributore abbandonato per farmi quello.
Due bip, uno schermo acceso e la voce di sua moglie che riempie il giardino: «Tutto questo che mi sta succedendo… è necessario che lo sappiano tutti».
Santiago entrò in aula quel lunedì con quella camicia aderente e una voce profonda che mi fece venire la pelle d’oca fin dalla prima parola.
La scommessa era semplice: vince il costume più audace. Quello che Sonia non si aspettava era che Vera uscisse dalla sua stanza con nient’altro che un arco e un sorriso.
Andavo in palestra senza biancheria intima apposta, per far notare tutto. Dopo settimane di sguardi, lui si è finalmente avvicinato con una proposta senza equivoci.