Legato alla donna che odio di più per tutta la notte
La odiavo con tutte le mie forze e, tuttavia, con il suo corpo legato sopra il mio e il bavaglio che soffocava i suoi insulti, il mio corpo mi tradì nel peggiore dei modi.
La odiavo con tutte le mie forze e, tuttavia, con il suo corpo legato sopra il mio e il bavaglio che soffocava i suoi insulti, il mio corpo mi tradì nel peggiore dei modi.
Quella notte scesi per un bicchiere d’acqua e lui era sveglio sul divano. Quello che successe dopo nel mio letto, con mio patrigno che respirava dietro la porta, mi brucia ancora.
Erano le due di notte, eravamo soli al 25° piano e lei aveva la schiena bloccata. Quello che iniziò come un favore finì per essere altro.
Avevo davanti quaranta minuti di lezione, la videocamera accesa e il dildo tutto dentro di me. Dovevo solo tenere ferma la faccia. Tutto qui.
Passò un mese senza sapere nulla di lui. Quando finalmente scrisse, capii che quella notte gli avrei dato qualcosa che non avevo mai osato dare.
Condividevamo l’appartamento da due anni e non mi aveva mai guardato così. Quel pomeriggio d’estate scoprii cosa nascondeva davvero nel cellulare quando entrai senza avvisare.
Ho ordinato il mio primo giocattolo online per non morire di vergogna in negozio. Non immaginavo la faccia del corriere nel consegnarmi quella scatola.
Ha molti nomi per me. Nessuno conta mentre la guardo obbedire dall’altro lato dello schermo, aspettando il giorno in cui l’avrò in ginocchio davanti a me.
La casa era vuota e avevo tutto il tempo del mondo. Non avrei mai immaginato che cercare un caricatore mi avrebbe portato a scoprire la vita segreta di mio padre e della mia matrigna.
Avevo l’appartamento tutto per me, le candele accese e un giocattolo che mi aspettava nel cassetto. La prima volta era andata male: questa non sarebbe finita allo stesso modo.
Mi sono messa la parrucca, i tacchi e le curve finte. Non avevo previsto che prima dell’alba sarei stata lì ad abbaiare in un giardino, con le ginocchia nella terra.
Era passata l'una e, su quella panchina nascosta del parco, mi abbassai l'orlo con due dita per vedere fin dove riuscivo a resistere prima di correre a casa.