Il pomeriggio in cui sognai di perdere il controllo
Chiusi il portatile e sentivo ancora le sue mani immaginarie sulla pelle, la voce profonda che dava ordini e che obbedivo senza esitare. Una fantasia così reale da farmi tremare.
Chiusi il portatile e sentivo ancora le sue mani immaginarie sulla pelle, la voce profonda che dava ordini e che obbedivo senza esitare. Una fantasia così reale da farmi tremare.
Quando aprii gli occhi, avevo i polsi fissati sopra la testa e non avevo addosso nemmeno un indumento. Il problema non era quello. Il problema era che lui sorrideva.
Avevamo bisogno di soldi. Così firmammo senza leggere le clausole in piccolo di un contratto che ci avrebbe trattenuti a Praga sei settimane in più del previsto.
La vidi a quattro zampe sull’erba secca, con la coda soffice che ondeggiava tra le natiche, e capii che quel pomeriggio di domenica non sarebbe stato come gli altri.
Quando aprì la borsa nel parcheggio, Diego capì che quel pomeriggio non sarebbe finito come aveva immaginato.