La dominazione che le preparò la vicina
La seguii d’istinto, lo vidi accelerare con la ragazza e capii che non lo avrei lasciato uscire indenne da quel vicolo.
La seguii d’istinto, lo vidi accelerare con la ragazza e capii che non lo avrei lasciato uscire indenne da quel vicolo.
Pensavo che avremmo solo finito un lavoro, ma quando mi baciò a piedi nudi sull’erba capii che mi stava portando esattamente dove voleva lei.
Lui la fece guardare, obbedire e aprirsi ancora, e lei scoprì che il vizio la eccitava quanto il cazzo nel culo.
Tutto cominciò con un semplice ordine al mattino e finì con il mio corpo tremante, aperto e obbediente, senza sapere se mi avrebbe lasciata venire.
Quando chiuse l’aula e mi sorrise come se sapesse già cosa avrebbe fatto, capii troppo tardi che non sarei stato io a controllare il gioco.
Entrammo tremanti nella stanza privata del sex shop, ma nessuno immaginava fin dove ci avrebbe spinto quella donna.
Dopo un errore minimo, la sua punizione non finisce in lacrime, ma sotto una doccia dove l’obbedienza si trasforma in pura fame.
Lei gli ha bruciato i pantaloni per prenderlo in giro e, quando lui l’ha raggiunta, ha capito che avrebbe pagato lo scherzo con tutto il corpo.
Quando lo portarono a bordo piscina, sorrideva ancora. Smetté di farlo appena capì che lì comandavano loro.
In galleria fingevo di avere tutto sotto controllo, finché uno sconosciuto mi ordinò di lasciare il calice e obbedire.
Quando chiuse la porta dello studio e mi ordinò di guardarmi nel vetro, capii che quella notte non ne sarei uscita intatta.
Cominciò con un ordine davanti allo specchio e finì in ginocchio, mentre allargava le gambe e mi chiedeva di portarlo molto più lontano.
Quando la porta del bagno si aprì, avevo già la pistola alzata e un'idea chiarissima di come avrei piegato quel maiale prima di andarcene.
Avevo preparato mezz’ora di provocazioni per una sala piena di donne. Quello che non avevo preparato era ciò che avrebbero fatto loro quando avessi perso il controllo.
Si sedettero una per parte, sicure di potermi mettere in difficoltà con i loro giochi. Lasciai che lo credessero per tutta la cena, e mi bastarono cinque minuti per ribaltare la situazione.
Credevo di guardare senza farmi notare. Quando entrai nello spogliatoio per nascondere l’erezione, lei mi aspettava già con due amiche.
Evitò di guardarlo negli occhi quando aprì la porta, temendo che scoprisse ciò che taceva da mesi: desiderava l’uomo che dominava sua figlia.
Accettai l’invito perché mi sentivo speciale. Mi svegliai nudo, con un collare al collo e una donna che aveva già deciso in chi mi avrebbe trasformato.
Tre mancanze, tre punizioni. Per la prima volta qualcuno la costringe a scegliere quale subire: la parte più dura non è il dolore, ma sceglierlo da sola.
Non avrebbe mai immaginato di trovare dietro quella porta le donne della sua famiglia mentre riscuotevano un debito, né di finire a godersi ogni secondo.