Mia moglie finse di dormire per guardarmi con una sconosciuta
Credevo che dormisse mentre una bionda si avvicinava a me sulla spiaggia. Al ritorno mi confessò di aver visto tutto a occhi socchiusi.
Credevo che dormisse mentre una bionda si avvicinava a me sulla spiaggia. Al ritorno mi confessò di aver visto tutto a occhi socchiusi.
Non ci esponiamo perché ci vedano: semplicemente smettiamo di nasconderci. E se una tapparella si muove dall’altra parte della siepe, lei sorride e apre un po’ di più le gambe.
La porta era appena accostata e dentro qualcuno ripeteva sì, sì. Non avrei dovuto guardare, ma rimasi inchiodato nel corridoio, trattenendo il respiro.
Quando mi sporsi dal finestrino dell’auto per vedere se mia sorella fosse ancora sveglia, lo scoprii alla finestra, mentre fumava. E capii che non avrebbe distolto lo sguardo.
L’asciugamano mi copriva appena quando bussai alla porta del vicino del settimo piano. Accettò di aiutarmi ad aprire l’appartamento solo se lasciavo cadere l’unica cosa che avevo addosso.
Quando capii che a eccitarmi non era guardare, ma essere guardata, a Capodanno cercai il deposito vuoto dietro casa e mi tolsi apposta le mutandine.
Quando scesi dall’auto con la camicetta aderente e il tanga segnato nei pantaloni, non immaginavo che lo sguardo di quell’uomo mi sarebbe rimasto addosso per tutto il colloquio.
Scesi a piedi nudi a bere e la trovai sdraiata sul divano, con le gambe appoggiate allo schienale. Non si voltò mai. Io non mi mossi.
Avevamo parlato per mesi di quella fantasia: che qualcuno ci vedesse. Quella notte al motel l’abbiamo trasformata in un gioco con regole e senza ritorno.
Quello che accadeva in quella stanza era confidenziale. Nerea vide tutto dalla serratura, con la mano contro il muro e il respiro spezzato.
Non mi frenò sapere che Nadia era lì, con gli occhi fissi su di noi. Al contrario: il suo sguardo addosso a me rese tutto più intenso.
Eravamo da mesi a giocare con quell’idea. Ma quando Laura si avvicinò a quello sconosciuto in acqua e vidi la sua mano muoversi sotto la superficie, capii che non era più fantasia.