Mi vestii da travestito e il guardiano mi ha trovato
Avevo preparato quel giorno per mesi: la parrucca, il vestito, il lubrificante. Credevo di essere solo al belvedere abbandonato. Il guardiano non era d’accordo.
Avevo preparato quel giorno per mesi: la parrucca, il vestito, il lubrificante. Credevo di essere solo al belvedere abbandonato. Il guardiano non era d’accordo.
Da solo in casa, con un tanga addosso e le labbra dipinte di rosso, mi guardai allo specchio e non provai vergogna. Provai qualcosa di molto più interessante.
Ho sempre saputo che volevo arrendermi del tutto a qualcuno. Non sapevo che quel qualcuno sarebbe stato un colosso sconosciuto che mi aveva colpito per errore.
I tacchi mi stavano ammazzando quando Andrés si chinò sul bancone e sussurrò che la sala riunioni sarebbe stata libera tutta la notte.
L’uomo che poteva portarli fuori dal Marocco aveva una sola condizione: niente soldi, niente gioielli. Voleva soltanto filmarli.
La gonna a quadri, le calze alte, il trucco colato. In quel pomeriggio sola in casa diventai chi desideravo essere, e il mio corpo mi sorprese.
Ho sempre portato nello zaino le mie cose da ragazza, nel caso. Quel giorno capii che quel «nel caso» era finalmente arrivato.
Fuori era un dirigente sposato. Dentro quello studio chiuso a chiave diventava un altro uomo. E io diventavo Valentina, il suo segreto più intimo.