La coppia timida che mi ha assunto per il loro primo trio
Lei era così nervosa che a malapena mi reggeva lo sguardo. Lui voleva provarci con me per la prima volta. Io dovevo solo prenderli per mano finché la paura non fosse sparita.
Lei era così nervosa che a malapena mi reggeva lo sguardo. Lui voleva provarci con me per la prima volta. Io dovevo solo prenderli per mano finché la paura non fosse sparita.
Accettai la sua fantasia credendo fosse un regalo per lui. Nessuno dei due immaginava che quella notte avrei scoperto esattamente ciò che volevo… e smesso di accontentarmi.
Lo invitavamo a casa dopo ogni cena. Questa volta volevamo di più: due giorni chiusi con lui, senza orologi, senza vicini, senza freni.
Lei si alzò arrabbiata perché lui guardava il calcio e non si accorgeva di lei. Non sapeva che quel colpo contro il tavolino avrebbe acceso tutto il pomeriggio.
Quando l’aria fresca mi colpì la pelle nuda capii che non eravamo in camera: mi aveva portata in giardino, legata e al buio, e chiunque avrebbe potuto vedermi.
Dietro ciascuno dei tre fori poteva esserci chiunque. Io non vedevo nulla. Sentivo solo mani, bocche e uno sguardo familiare che mi osservava dall’altra parte.
Andavo in ufficio col plug e le calze sotto i vestiti, sognando quello che mia moglie mi avrebbe fatto al ritorno. Quella sera, sul palco, tutto cambiò.
Gli consegnai il biglietto piegato e un preservativo senza dire una parola. Lo lesse, mi guardò da capo a piedi e disse solo: vieni con me. Per ore non riuscii più a pensare lucidamente.
Stiamo insieme da anni e c’è ancora qualcosa che non osso chiederle. Ogni volta che si inginocchia davanti a me, la fantasia ritorna e faccio fatica a tacere.
Mi credevo la regina della camera da letto, intoccabile ed esigente. Poi sei sceso, mi hai aperto le gambe e ho scoperto quanto mi piaceva obbedirti senza protestare.
Scesi in pista pensando di avere tutto sotto controllo. Tre ore dopo ero diventato un semplice osservatore di qualcosa che non mi apparteneva più.
Ero distratta con il cellulare quando sentii le sue mani sulle costole. Quella notte, in cortile, tra noi non rimase più nulla d’innocente.
Pioveva, casa sua era vuota e io avevo una sorpresa nascosta. Non l’avevo mai fatto, ma quel pomeriggio decisi che era il momento di scoprire che sapore avesse il desiderio.
Le confessai la fantasia alle undici e mezza di notte. Alle due di mattina avevamo già fissato l’appuntamento e io ero più spaventato di lei.
Ci sono confessioni che restano piantate in gola. Questa è una di quelle, e te la racconto così com’è successo: senza vergogna, senza filtri e con un sorriso enorme.
Ho sempre creduto che fosse una cosa da ragazze facili. Poi mi sono inginocchiata davanti a lui, mi sono guardata nello specchio antico e ho capito di essermi sbagliata per anni.
Credevamo di essere soli nella caletta nascosta, finché non notai che quei tre non ci staccavano gli occhi di dosso. E a noi non dispiaceva affatto essere guardati.
Siamo andati a Formentera per farla guardare. Non immaginavo fin dove sarebbe arrivata quando quello straniero ha steso il telo a pochi metri da noi.
Ne parlavamo da mesi e non osavamo mai. Finché una coppia ci invitò allo spa liberal in un pomeriggio di maggio, e Sofía varcò quella porta prima di me.
Quando Lorena lasciò cadere il vestito a terra e rimase nuda davanti a tutti e quattro, capii che quella notte non ci saremmo messi nessun limite.