La proposta che non mi aspettavo per il mio compleanno
Ero nuda quando sentii la musica. Mi voltai e c’era Sofia, in ginocchio, con una scatolina tra le mani e gli occhi pieni di lacrime.
Ero nuda quando sentii la musica. Mi voltai e c’era Sofia, in ginocchio, con una scatolina tra le mani e gli occhi pieni di lacrime.
Nadia mi strinse la mano prima di entrare. Pensai: o ci licenziano o ci sposiamo. Uscimmo con una data e con un desiderio urgente di festeggiare.
Qualche mese fa vi ho raccontato il primo trio di Camila. Questa volta, quando è tornata a sedersi sul mio letto, ho capito che la storia sarebbe stata ancora più intensa.
Per anni ho tenuto nello zaino in macchina tutta la mia lingerie, per ogni evenienza. Quel giovedì, finalmente, è arrivato il momento.
Avevo la sua biancheria intima in una mano e il telefono nell’altra quando sentii la porta d’ingresso aprirsi. Camila era lì, a guardarmi dal corridoio.
Prima che suonasse il campanello, mi inginocchiai davanti a lui in cucina. Volevo aprire la porta con il suo sapore ancora sulle labbra e accoglierli con un sorriso complice.
Stava in cucina con dei vestiti che non le avevo mai visto, e quando mi sfiorò la spalla passando, in me si svegliò qualcosa che non aveva diritto di esistere.
Mi ha chiesto un rapidino mentre scrivevo. È uscito dal bagno profumando di lui e io mi sono messa le calze di pizzo. Il resto me lo gusto ancora.