Le telecamere dello spogliatoio che nessuno doveva vedere
Mi allenavo sempre da sola, in silenzio, senza guardare nessuno. Lui mi osservava da tre mesi, e lo scoprii quando era ormai troppo tardi per andarmene.
Mi allenavo sempre da sola, in silenzio, senza guardare nessuno. Lui mi osservava da tre mesi, e lo scoprii quando era ormai troppo tardi per andarmene.
Quando lo vidi entrare nel dark room dietro di me, capii che la notte non sarebbe finita nel mio letto. Aveva il fisico che si vede solo nelle riviste.
Stavamo facendo addominali e poi lo vidi. In quel momento non era mio figlio: era un uomo. E quel pensiero mi inseguì per giorni.
Andavo in palestra senza biancheria intima apposta, per far notare tutto. Dopo settimane di sguardi, lui si è finalmente avvicinato con una proposta senza equivoci.
Quando si chinò davanti a me sulla pressa per le gambe, capii che quel lunedì alle sette meno un quarto non sarebbe stato un allenamento normale.
Quando lei gli corresse la postura per la terza volta e lui sentì la pressione sotto gli shorts, capì che quella mattina la seduta sarebbe stata molto diversa dalle altre.