Mi sono spogliata in piena strada e lui mi ha trovata così
Erano le undici di sera, la strada era deserta e decisi di togliermi i vestiti proprio lì. Non immaginavo che qualcuno barcollante all’angolo mi stesse osservando.
Erano le undici di sera, la strada era deserta e decisi di togliermi i vestiti proprio lì. Non immaginavo che qualcuno barcollante all’angolo mi stesse osservando.
I due asciugamani sull’attaccapanni mi avvertirono che non ero solo. La cosa intelligente sarebbe stata andarmene. Invece rimasi incollato al vetro.
Mi arrampicai sulla panca senza fare rumore, accostai l’occhio alla grata di plastica e allora la riconobbi: era lei, quella che per tutto il pomeriggio avevo guardato di sfuggita.
Non avrei mai pensato che una notte davanti allo schermo, con la voce del mio compagno all’orecchio, avrebbe sconvolto tutto ciò che credevo di sapere su me stessa.
Tra il vapore della sauna lei abbassò lo sguardo verso il mio asciugamano e sorrise, come se sapesse esattamente cosa stava per succedere tra noi.
La porta era appena accostata e dentro qualcuno ripeteva sì, sì. Non avrei dovuto guardare, ma rimasi inchiodato nel corridoio, trattenendo il respiro.
Il rumore veniva dalla palestra. Samanta pensò ai ladri; ciò che vide dietro la porta socchiusa le tolse il fiato e cambiò ciò che provava per sua madre.
Lo vedevo allenarsi ogni mattina e facevo finta di non guardarlo. Finché un giorno mi sono avvicinata, e quella scelta mi ha portata alla notte più intensa della mia vita.
Credevo che arrivare nell’ora morta mi avrebbe protetto dagli sguardi. Non avevo fatto i conti con il fatto che sarebbero entrate a pulire proprio mentre uscivo dalla doccia.
Lo vidi osservarmi in palestra dell’hotel e capii che quell’uomo, più grande e sposato, non si sarebbe fermato finché non mi avesse avuta. Non immaginavo quanto desiderassi che ci riuscisse.
Di giorno mi umiliava davanti alle sue amiche; di notte mi supplicava di rimetterla al suo posto. Nessuno immaginava cosa succedeva in quell’auto.
Sono sempre stata il bel ragazzino, magrolino e con gli occhi verdi. Finché non sono entrata in palestra e qualcuno mi ha guardata come mai nessuno aveva fatto.
Da cinque anni ero in siccità e mio marito mi ha appena proposto un trio in cui parteciperebbe vestito da donna. La cosa più assurda? Sapevo già chi invitare.
Da subito mi ha chiesto una foto per vantarsi con le amiche. Non immaginavo fino a dove sarebbe arrivato il suo piacere nel mettermi in mostra davanti alle altre.
La osservavo allenarsi da mesi senza osare nulla. Quella sera mi invitò a casa sua e scoprii che la donna timida della palestra nascondeva tutt’altro.
Vestita come per un servizio fotografico, sono entrata in una palestra vuota con due uomini che ricordavo fin troppo bene. E loro avevano un piano per quel pomeriggio.
Un solo sguardo al supermercato bastò perché lasciassi lì le buste e la seguii su per le scale. Non sapevo il suo nome, ma la desideravo già.
Salì in macchina pensando solo al viaggio. Dieci minuti dopo, la mia capa era sopra di me, sua sorella si voltava per non perdere nemmeno un dettaglio e suo marito sorrideva dallo specchietto.
Quando Marina li portò sul divano e chiese di cominciare con calma, capii che quella cena con la coppia della palestra non sarebbe finita come tutte le altre.
Marcos e Nadia l’avevano fatto solo con noi. Quella sera, bendati e con i vicini in arrivo, avrebbero scoperto fin dove erano disposti a spingersi.