Il prezzo dell’affitto si paga col sedere
Era in ritardo di venti giorni e portava ancora lo stesso sorriso di superiorità. Quella notte capì che, in casa mia, l’affitto si poteva pagare anche in un altro modo.
Era in ritardo di venti giorni e portava ancora lo stesso sorriso di superiorità. Quella notte capì che, in casa mia, l’affitto si poteva pagare anche in un altro modo.
Non racconto questo per alleviare la coscienza, ma per confessare fin dove sono arrivata quel pomeriggio, con lui addormentato sul lettino e lei a pochi metri.
Non siamo mai state amiche, ma lei mi guardava con disprezzo ogni volta che il suo ragazzo si soffermava a guardarmi un po’ troppo. E io decisi di darle un vero motivo per odiarmi.
Si sedeva sempre in fondo, intoccabile, finché un bacio sulla guancia incrinò la sua corazza. Non avrei mai immaginato che la più riservata dell’aula avrebbe finito per tremare tra le mie braccia.
Erano passate due settimane dalla sconfitta, e ancora non capiva come una rivale magra e provocante l’avesse fatta inginocchiare. Sua sorella voleva saperlo.