Credeva che suo marito la tradisse e si vendicò
Marisol aspettava in poltrona con la vestaglia addosso. Aveva appena filmato la sua vendetta con l’uomo che suo marito più disprezzava, e ormai non c’era modo di tornare indietro.
Marisol aspettava in poltrona con la vestaglia addosso. Aveva appena filmato la sua vendetta con l’uomo che suo marito più disprezzava, e ormai non c’era modo di tornare indietro.
Scese le scale con il cuore accelerato e il vestito aderente alla pelle nuda. Sapeva che lui la osservava dalla finestra, e che quella notte il gioco non aveva più ritorno.
Non so chi sei né dove sei, ma mentre scrivo questo ti immagino mentre mi leggi, e quell’idea è proprio ciò che mi sta bagnando il tanga.
Erano due mesi che fingevo di andare in ufficio mentre in realtà vagavo senza meta per Barcellona. Quella notte composi il numero dell’unico che poteva salvarmi.
Vent’anni di matrimonio e ognuno nascondeva il proprio segreto: lui nei bagni degli altri, io senza sapere ancora cosa stesse per risvegliare in me quella donna dello yoga.
Il mio ragazzo chiamava «Baffetto» l’elettricista che sistemava il cablaggio. Quel pomeriggio, quando tutti uscirono, fui io a chiedergli scusa in salotto.
Quando alzai lo sguardo dal divano, Bruno e Damián erano davanti a me con i cazzi fuori. Non riuscii nemmeno ad arrivare alla porta.
Quando arrivammo quella sera, mia moglie aveva già il plug inserito. Quello che non aspettavamo era di incontrare un ragazzo di diciannove anni che avrebbe cambiato la routine.
L’ho sentito dietro la porta socchiusa: l’operaio si scopava la segretaria nel ripostiglio. Quel pomeriggio sono tornata in ufficio per molto più che dei documenti.
Quando il plug di metallo è arrivato a casa, l’ho tenuto in mano e ho esitato. Quello che è venuto dopo ha cambiato per sempre il modo in cui conosco il mio corpo.