Sotto la chioma del ladro, il patrizio vide il suo amante
Lo presero mentre rubava cibo nel cuore della notte; quando lo costrinsero ad alzare il volto sotto la chioma arruffata, il patrizio riconobbe occhi che credeva perduti per sempre.
Lo presero mentre rubava cibo nel cuore della notte; quando lo costrinsero ad alzare il volto sotto la chioma arruffata, il patrizio riconobbe occhi che credeva perduti per sempre.
Avevo ventun anni, un anno disastroso alle spalle e una voglia matta di dimenticare tutto tra le braccia di qualcuno. Quella sera di giugno, un messaggio diverso da tutti gli altri cambiò ogni cosa.
Marcos mi fece passare per primo, come un gentiluomo dal sorriso storto. Dentro, su alcune tavole, due sconosciuti mi fissavano con la mano già sulla cerniera.
Sono andato a sistemargli la lavatrice con un tanga rosso sotto i pantaloni. Dovevo solo trovare il momento perché se ne accorgesse. Lui non disse nulla, ma rimase a guardare.
Quando alzò lo sguardo e mi trovò a fissarlo nello spogliatoio, qualcosa cambiò tra noi. Solo che non sapevo esattamente cosa né fin dove saremmo arrivati.
Quando il contrabbandiere ci disse il prezzo, ci guardammo tutti. Non erano gioielli né denaro. Eravamo noi, i nostri corpi, dodici ore al giorno davanti alle sue telecamere.