La mia matrigna e io smettemmo di fingere quella notte
Mio padre era fuori da due giorni. Le bambine dormivano al piano di sopra. E Elena, scalza sul divano, mi guardava come se avesse atteso quel momento per tutta la notte.
Mio padre era fuori da due giorni. Le bambine dormivano al piano di sopra. E Elena, scalza sul divano, mi guardava come se avesse atteso quel momento per tutta la notte.
Quando seppi che mi restavano pochi anni, decisi di viverli senza regole, e cominciai dalla persona che dormiva a tre metri dalla mia porta ogni notte.
Quando entrò nella mia stanza quella notte, senza niente addosso, capii che non era solo per paura dei tuoni. Mia madre sapeva tutto. E lo sapevo anch’io.
Quando saltò la luce, lei aveva ancora il piede sulle mie gambe. Sentii come lo muoveva piano, fingendo che fosse un caso, sapendo benissimo che non lo era.
Quando aprii gli occhi sulla pietra bagnata e la vidi slacciarsi il costume, capii che quel colpo in testa mi aveva portato in un posto da cui non sarei uscito uguale.
Ho prenotato lo stesso Airbnb in cui ho fatto sesso con mia cugina per la prima volta. Questa volta non eravamo soli: ognuno aveva il proprio partner, e lo sapevamo tutti.
Le sue mani fredde si mossero lentamente dove nessuna mano avrebbe dovuto. Io non emisi alcun suono. Ma quel pomeriggio qualcosa si spezzò e niente tornò più esattamente com’era.
Quando mi confessò il suo feticismo quella notte, capii che non l’avrei più guardato allo stesso modo. Gli dissi che sarebbe successo una sola volta. Lo sapevamo entrambi: era una bugia.
Avevo diciannove anni e il mio corpo chiedeva più di quanto potesse dare. Quella notte entrai in salotto in camicia da notte e dissi a mio padre esattamente di cosa avevo bisogno.