Threesome al club: la notte che non finì
Andai al club pensando a qualche drink e finii in ginocchio, con la bocca piena e il corpo che chiedeva più di quanto credessi di poter sopportare.
Andai al club pensando a qualche drink e finii in ginocchio, con la bocca piena e il corpo che chiedeva più di quanto credessi di poter sopportare.
Lei dormiva a letto. Uscii dal bagno con l’asciugamano annodato in vita, attraversai il corridoio e lo trovai ad aspettarmi, come se sapesse che sarei andato a cercarlo.
Mi strinse la mano sotto il tavolo quando lui le sfiorò di nuovo la coscia, e capii che quella notte non avremmo dormito da soli.
Si sedette accanto a me quando la sala era semivuota e, in pochi minuti, il mio corpo gli aveva già detto sì prima della mia testa.
Quando mi svegliai, erano tutte e tre nude accanto al letto, sorridendo come se avessero già deciso fin dove volessero arrivare con me.
Quando gli abbassammo i pantaloni davanti a tutti, J non sapeva ancora che quella visita lo avrebbe messo in ginocchio tra gemiti, culi e una sorpresa indimenticabile.
Entrai da solo nella sauna e ne uscii tremante, con il sapore di una coppia sconosciuta ancora attaccato alla pelle e una confessione impossibile da dimenticare.
Ero andata in quel club per bere qualcosa e incontrare un uomo, ma ne sono uscita in auto con due uomini che avevano già deciso come usarmi.
Quando mi servì una birra e mi mise una mano sulla patta, capii che da giorni si lasciava vedere apposta da quella finestra.
Entrai nella stanza per curiosità e finii intrappolato tra due adulti che sembravano capire il mio desiderio meglio di me.
Sono entrato in hotel pensando che avrei scopato solo con lei, ma quando mi hanno bendato ho capito che quel ménage à trois sarebbe andato molto oltre.
Tutto cominciò con gli sguardi nello spogliatoio, ma quando aprii la porta dell’appartamento e vidi la mia ragazza con lui, capii che quella notte sarebbe sfuggita di mano.
Pensavo di aver affittato una stanza normale, finché non scoprii che tipo di coppia dormiva dall’altra parte del corridoio.
Quando spegnemmo le luci della Sala 4 e Marte ci tinse di rosso, capii che non saremmo più sopravvissuti soltanto con l’ossigeno.
Dopo essere venuta sotto la doccia, non immaginavo che quella notte sarebbe finita tra due uomini pronti a farmi vivere proprio ciò che desideravo di più.
Ci siamo finte una coppia per evitare gli idioti, ma tra alcol, gelosia e sfregamenti abbiamo oltrepassato una linea che non potevo più fingere di non vedere.
A mezzogiorno aprì il video da sola, pensando a una semplice fantasia, e finì bagnata, gelosa e desiderosa di provare tutto dal vivo.
Renata dormiva stretta contro la mia schiena in perizoma, mentre io ero nudo. Quando aprì gli occhi, capii che quella mattina non sarebbe finita come doveva.
Mi vestii per provocarlo, certa che stavolta avrei avuto io il controllo. Non immaginavo che sarebbe bastato un suo sguardo per mandare in frantumi ogni mia sicurezza.
Ogni notte chiudevo gli occhi e tornavo alla stessa immagine. Sapevo che era sbagliato, ma la curiosità ebbe la meglio su ogni senso di colpa.