Il mio primo trio bisessuale è stato con una coppia del centro
Arrivai al portone senza sapere se avrei avuto il coraggio di salire. Mi chiamo Esteban, ho 48 anni e sopra mi aspettava una coppia che conoscevo solo dai messaggi.
Arrivai al portone senza sapere se avrei avuto il coraggio di salire. Mi chiamo Esteban, ho 48 anni e sopra mi aspettava una coppia che conoscevo solo dai messaggi.
Passo metà della mia vita a salire in sierra da solo, ma quella mattina d’ottobre sono sceso con qualcosa in più del cestino pieno. È successo davvero e faccio ancora fatica a crederci.
Le chiesi il telefono e iniziai a filmare. Volevo che ricordassero quella notte ogni volta che avessero guardato lo schermo, molto più del video del loro matrimonio.
Lo rividi nel corridoio dei vini e lo stomaco mi fece un tuffo. Trent’anni senza saperne nulla e, all’improvviso, un invito al bar cambiava tutto.
Marina credeva che sarebbe stato un trio classico, lei al centro. Finché non vide i suoi due amici etero guardarsi in un modo che cambiò tutto.
Erano passate due settimane dalla terrazza. Questa sera nessuno aveva intenzione di fermarsi, e il primo «verità o penitenza» cambiò tutto.
Quel pomeriggio volevo solo correggere dei bozzetti in una terrazza. Finì che condivisi birre con loro e, settimane dopo, molto più della conversazione.
Lei era così nervosa che a malapena mi reggeva lo sguardo. Lui voleva provarci con me per la prima volta. Io dovevo solo prenderli per mano finché la paura non fosse sparita.
Lo invitavamo a casa dopo ogni cena. Questa volta volevamo di più: due giorni chiusi con lui, senza orologi, senza vicini, senza freni.
Avevo vent’anni e credevo di conoscere i miei desideri, finché mia suocera aprì quell’album e mi mostrò chi era stata. Quella notte spensi la luce e capii tutto.
Quando uscì dalla doccia e si tolse il foulard, scoprii che Daniela nascondeva qualcosa che avrebbe cambiato completamente il nostro weekend al mare.
Tomás uscì dalla doccia nudo e disse che tanto non avrebbe avuto senso vestirsi, visto che l’avremmo spogliato comunque. Quella notte in baita, nessuno dei quattro pensò a dormire.
Quando tolsero il confinamento, avevo troppo desiderio da sopportare. Uscii di casa deciso a trovare ciò di cui avevo bisogno, senza immaginare che sarebbero stati in tre.
Mi svegliai con un solo pensiero fisso tra le gambe e un nome in bocca. Quella mattina tutta Pamplona sapeva di sesso, e io volevo solo trovarla.
Credevamo di essere soli nella caletta nascosta, finché non notai che quei tre non ci staccavano gli occhi di dosso. E a noi non dispiaceva affatto essere guardati.
La osservavo da settimane di sbieco sulle scale. Il pomeriggio in cui tornai a casa e la trovai sul mio divano, scoprii che il desiderio non conosce etichette.
Da bambine passavamo le estati insieme, vedendoci in topless senza pensarci. Finché quel primo giorno di mare la sua mano non si infilò dentro il mio bikini e tutto cambiò.
Quando Lorena lasciò cadere il vestito a terra e rimase nuda davanti a tutti e quattro, capii che quella notte non ci saremmo messi nessun limite.
Mi truccai, scelsi il vestito nero più aderente e scesi al ristorante sapendo che quella sera con l’altra coppia non sarebbe finita al tavolo.
Un tubo rotto ci ha costretti a dormire tutti insieme. Toni da una parte, io dall’altra, e in mezzo Sergio... che non dormiva così profondamente come credevamo.