Sei sconosciuti del corso e una sola stanza
Non conoscevo i loro nomi, sapevamo solo di lavorare per la stessa azienda. Due ore dopo ero nuda tra sei uomini, decisa a non pentirmi di niente.
Non conoscevo i loro nomi, sapevamo solo di lavorare per la stessa azienda. Due ore dopo ero nuda tra sei uomini, decisa a non pentirmi di niente.
Dietro la porta mi aspettavano sette uomini che non conoscevo. Bruno aveva organizzato tutto, e io dovevo solo dare tre colpi per cominciare.
La mia amica mi spinse di nuovo sul divano, mi disse di non muovermi, e quando cercai di capire cosa stesse succedendo c’erano già delle mani che mi aprivano le gambe.
Sono arrivata con un vestito nero e l’idea di passare un’oretta facile. Alle tre di notte non contavo più le bottiglie né le mani che mi percorrevano la schiena.
Tre mesi pulita, nove uomini sotto chiave e un solo obiettivo: la notte in cui sarebbero stati tutti miei, senza regole, senza fretta e senza paura.
Due ragazze e dieci ragazzi in un privé, drink costosi e un gioco di carte che smette di essere innocente con ogni cubetto di ghiaccio. Non avevo intenzione di fermarmi.
Non aprii subito gli occhi: lasciai che quelle due lingue continuassero il loro gioco su di me, sapendo che era solo l’inizio di una giornata in cui nessuno avrebbe chiesto permesso.
Cercavo silenzio e un orto. Quello che trovai fu un’intera famiglia disposta a dividersi me, uno dopo l’altro, senza che nessuno sapesse degli altri.
Ho preso la pillola blu prima di uscire dallo spogliatoio perché sapevo cosa stava per succedere. Non immaginavo fin dove saremmo arrivati io e Romina quella notte.
Mi svegliò la sua bocca attorno al mio cazzo e capii che il secondo giorno nella casa sulla spiaggia sarebbe stato ancora più lungo del primo.
Quando quella ragazza dagli occhi verdi è entrata nel locale, sono stata l’unica a notare il dettaglio che alle altre era sfuggito. E quella stessa notte è finita nel nostro letto.
Mi svegliai con le mani di Lina che mi spalmavano crema sulla schiena; nessuno immaginava che quella mattina in piscina saremmo stati sei corpi senza regole né pudore.
Mia moglie scese al bagno dell'aereo dietro l'hostess e tornò spettinata, con una confessione che mi lasciò duro e in cerca di molto di più.
Bussai alla porta di legno aspettando mio padre, ma ad aprirmi fu il caposquadra, con un sorriso diverso. E allora mi disse che lui non c’era.
Stese al sole dopo quello che era appena successo, li sentivamo ridere di lui perché non aveva osato avvicinarsi. Ed è stato proprio quello a farci alzare.
Quando mi disse che erano tre giorni che aveva le mestruazioni non ritirai la mano: la avvicinai di più, perché la sua sincerità fu l’inizio di tutto ciò che venne dopo.
Mariana non aveva mai baciato un’altra donna finché quella notte. Tornò a casa tremando di desiderio, senza immaginare che la sua sorellastra la osservasse nel buio.
«Tranquilla, lasciati andare», mi disse alla porta, e capii che quella notte avrei imparato qualcosa che nessun uomo mi aveva mai mostrato.
Accettò di fermarsi a dormire per il compleanno della sua zia preferita. Non immaginava che quella notte due donne avessero pianificato ogni carezza con precisione.
Accettò l’invito per ripagarlo con la stessa moneta e scelse lo zombie dai tratti fini, senza immaginare cosa avrebbe scoperto togliendogli il costume.