Camila mi lasciò sola con il suo ragazzo quella mattina
Era il ragazzo della mia migliore amica: bello, timido, religioso. Troppo perfetto perché io non facessi qualcosa al riguardo.
Era il ragazzo della mia migliore amica: bello, timido, religioso. Troppo perfetto perché io non facessi qualcosa al riguardo.
Eravamo otto dirigenti su uno yacht sotto il sole. La tensione si accumulava in ufficio da mesi. Quando gettammo l’ancora in quella cala deserta di Minorca, non ci fu più ritorno.
Quando confessai la mia fantasia alle tre del mattino, pensavo fosse solo chiacchiera da letto. Due settimane dopo mi portò davanti a un motel senza avvertirmi e tutto cambiò.
Attraversai il bar con le gambe che tremavano, gli presi il viso e lo baciai senza dire una parola. Quello che venne dopo non si racconta alla luce del giorno.
Volevo solo distrarmi per una notte. Non immaginavo che quell’addio al nubilato, quel bar e quell’uomo mi sarebbero rimasti dentro così a lungo.
Quando le confessai sul balcone quello che quello sconosciuto mi aveva fatto un mese prima, non immaginavo che mi avrebbe chiesto di accompagnarmi la volta dopo.
Quando le dissi che non riuscivo a concentrarmi, aggirò la mia scrivania, si fermò accanto a me e mi disse la frase che cambiò tutto tra noi.
Salii la scala di metallo con la gonna stretta in mano e quattro paia d’occhi che cercavano di infilarsi tra le mie gambe. Quello che mi aspettava di sopra non era Raúl.