Il segreto che mi ha trasformato nello schiavo di Carolina
Bastò che lei mi trovasse in ginocchio accanto al letto perché l’amicizia si spezzasse e iniziasse un’altra cosa: obbedire a ogni suo capriccio senza discutere.
Bastò che lei mi trovasse in ginocchio accanto al letto perché l’amicizia si spezzasse e iniziasse un’altra cosa: obbedire a ogni suo capriccio senza discutere.
La prima volta che mi ordinò di dipingermi le unghie dei piedi, mi tremavano le mani. Non per paura: per la voglia di obbedirle.
È bastato che lei guardasse i miei piedi nudi sulle piastrelle fredde per capire, prima di me, in che tipo di uomo potevo trasformarmi se me lo ordinava.
Il mare mi ha sputato sul ponte di uno yacht senza un solo uomo a bordo. Quando mi sono svegliato la seconda volta, avevo già il loro vestito addosso e non capivo perché mi lasciassi fare.
Mi lanciasti le tue mutandine ancora tiepide e un sorriso. «Mettele e aspettami», dicesti. Due ore dopo ero ancora in ginocchio, a contare i minuti fino al tuo ritorno.
Gli diedero la carica a un antico orologio e, all’alba, il suo corpo non era più il suo. Una settimana di piacere rubato con un prezzo da riscuotere solo nell’ultima notte.
Porto il tanga sotto il pantaloncino e nessuno lo sa. È il mio segreto in bici, l’inizio della fantasia che ripasso in testa all’infinito.
Bastò un sorriso e un paio di stecche da biliardo perché lei gli capovolgesse il mondo. Ora indossa un grembiule di pizzo e attende, tremando, il campanello.
Quando Bárbara lasciò oscillare il sandalo sulla punta delle dita, capii che le avrei obbedito lì, nell’androne, chiunque fosse passato.
Per mesi mi costrinse a obbedire nel suo letto. Quando finalmente parlai, non immaginai che la giustizia gli avrebbe restituito ogni colpo trasformandolo in ciò che più disprezzava.
Avevo diciannove anni e una voglia impossibile da nascondere. Lui se ne accorse appena mi aprì la porta del suo appartamento, e non potemmo più fingere.
Bastava che lei mi facesse capire qualcosa perché mi mettessi a quattro zampe. Quella notte scoprii che aveva nascosto due sorprese, e solo una era per me.
Quella donna mi guardò da capo a piedi, sorrise e disse la frase che mi avrebbe cambiato la vita: con un po’ di trucco, potevo passare per una bambina.
Non serviva come protagonista, gli dissero. Ma quel culo, sussurrò il produttore con la camera puntata, quel culo ha futuro in questo settore.
La prima volta che mi sono inginocchiato davanti a mio cugino ho smesso di essere chi ero. Quello che è venuto dopo ha cambiato il mio corpo per sempre.
Per anni ho indossato di nascosto i vestiti di mia sorella. La notte in cui lui mi aspettò in hotel smisi di fingere e diventai chi ero sempre stata.
Chiuse la porta del bagno, si guardò nello specchio con la blusa corta e il pizzo bagnato, e capì che quella notte non ci sarebbe stato modo di tornare indietro.
Da settimane portavo lingerie sotto i vestiti, ma quella notte, sola in casa, decisi di diventare del tutto la donna che lui voleva vedere.
Sono mesi che Esteban non esiste più. Ogni mattina mi sveglio avvolta nella seta rosa, pronta a servire la donna che mi ha riscritto la mente.
Quella notte mi fecero la prima iniezione di ormoni e mi costrinsero a buttare via tutti i vestiti da uomo. «Vedrai come diventi carina», mi disse sorridendo.