La notte in cui mi è sfuggita di mano con quattro
Sono arrivata con un vestito nero e l’idea di passare un’oretta facile. Alle tre di notte non contavo più le bottiglie né le mani che mi percorrevano la schiena.
Sono arrivata con un vestito nero e l’idea di passare un’oretta facile. Alle tre di notte non contavo più le bottiglie né le mani che mi percorrevano la schiena.
Due ragazze e dieci ragazzi in un privé, drink costosi e un gioco di carte che smette di essere innocente con ogni cubetto di ghiaccio. Non avevo intenzione di fermarmi.
Quando Sofía disse «E se invece di un trio facessimo un’orgia?», sentii lo stomaco precipitare e, per la prima volta, non volli dire di no.
Pensavo di pagare la scommessa con un bacio o con una battuta. Invece il mio amico mi sfidò a presentarmi come dama di compagnia all’addio al celibato del suo migliore amico.
Quando quella ragazza dagli occhi verdi è entrata nel locale, sono stata l’unica a notare il dettaglio che alle altre era sfuggito. E quella stessa notte è finita nel nostro letto.
Volevo solo smaltire la sbornia dormendo. Ma quando la porta si aprì ed entrarono in tre, decisi di restare con gli occhi chiusi per vedere fin dove si sarebbero spinti.
Giurammo cento volte che non sarebbe successo nulla con loro. Lo giurammo finché ci convincemmo. Poi ci chiamarono nella loro stanza e lei era lì ad aspettarci nuda.
Bussai alla porta di legno aspettando mio padre, ma ad aprirmi fu il caposquadra, con un sorriso diverso. E allora mi disse che lui non c’era.
Mariana non aveva mai baciato un’altra donna finché quella notte. Tornò a casa tremando di desiderio, senza immaginare che la sua sorellastra la osservasse nel buio.
Accettò l’invito per ripagarlo con la stessa moneta e scelse lo zombie dai tratti fini, senza immaginare cosa avrebbe scoperto togliendogli il costume.
L’ho seguita sui social per vendicarmi della mia ex, ma alla fine ho finito per desiderare lei. Mesi dopo l’ho vista tra la folla e ho capito che stavolta non l’avrei lasciata andare.
Mio marito mi consegnò a quell’uomo e si mise a filmare mentre resistevo per più di un’ora con lui dentro. Non gli interessava la mia figa: solo il mio culo.
Mia moglie giurava che non avrebbe mai varcato quella porta. Tre ore dopo era lei a supplicarmi di non fermarci davanti a tutti.
Il piano era perfetto: con il costume del mio amico, mia moglie non avrebbe mai saputo che lo sconosciuto che la invitava a ballare tra le maschere ero io.
Vagavamo travestiti da monaci quando il bosco ci sputò davanti a una locanda di carni generose e vino senza fondo; ciò che accadde dentro non sta in una penitenza.
Eravamo due fidanzate in viaggio per staccare la spina e finimmo nel letto di due sconosciuti. Nessuna delle quattro mani sapeva più a chi appartenesse ogni corpo.
Me ne andai a letto arrabbiato per una sciocchezza. Quindici minuti dopo mi svegliai, sentii dei rumori in salotto e quello che vidi cambiò tutto tra le due coppie.
Per anni lo abbiamo nominato tra risate e bicchieri, senza osare. Quella notte qualcuno scrisse i nostri nomi su dei bigliettini e smettemmo tutti di parlare.
Quattro colleghe d’ufficio, tacchi nuovi e un capo con un piano. Quello che accadde quando l’ultimo bicchiere fu vuoto nessuna osava dirlo ad alta voce.
Le chiesi di non indossare nulla sotto il vestito verde. Non immaginavo che quella trasgressione ci avrebbe aperto la porta alla coppia del tavolo accanto.