La mia ragazza mi tradiva e io non sapevo cosa provare
Eravamo insieme da dieci anni e fantasticavo di condividerla. Quando si trasferì per lavoro, qualcun altro realizzò quella fantasia senza che io lo sapessi.
Eravamo insieme da dieci anni e fantasticavo di condividerla. Quando si trasferì per lavoro, qualcun altro realizzò quella fantasia senza che io lo sapessi.
Ci vedevamo da quattro mesi via schermo. Quella notte di dicembre, finalmente, era davanti a me in carne e ossa, dentro una stanza che profumava di ciò che stava per accadere.
La desideravo in silenzio da mesi, leggendo i suoi messaggi privati e seguendo ogni suo passo. Quando la incontrai in hotel con una maschera, non sapeva che ero io.
Mi chiamò puttanella la prima volta che mi vide. La seconda volta mi pregò di non fermarmi.
Salii in camera con il cuore in gola e un completo di pizzo rosso sotto il vestito. Diego non era più soltanto una voce al telefono.
Camminavo senza meta quando un uomo affacciato al secondo piano mi sostenne lo sguardo, come se sapesse già che saremmo finiti aggrovigliati tra le sue lenzuola.
Eravamo amanti da tre anni quando mi fece quella proposta. Voleva vedermi con un altro. E sapere che mi guardava cambiò tutto ciò che provai quella notte.
Vent’anni in un’uniforme inamidata e non avevo mai tremato in un corridoio. Quella notte, con il secchiello del ghiaccio tra le mani, capii che mi sarei spezzata.
Da settimane avevo l’insopportabile bisogno di essere posseduta. Una notte decisi di agire: mi truccai, mi vestii in modo provocante e incontrai uno sconosciuto ben dotato.