Il club dello scambio e la coppia che si fece avanti
Erano andati in cerca di azione, ma il locale era morto. Poi una coppia timida si fermò al bancone senza sapere dove si fosse cacciata.
Erano andati in cerca di azione, ma il locale era morto. Poi una coppia timida si fermò al bancone senza sapere dove si fosse cacciata.
Le promisi a un amico che non avrei toccato la sua sorellina. Quello che non gli dissi è che la sua migliore amica si sedeva accanto a me a ogni lezione, troppo vicina per concentrarmi.
Non aveva mai visto una donna nuda fino a quel pomeriggio, accanto alla cascata. Non sapeva che quel desiderio lo avrebbe finito per imbarcare verso la fine del mondo.
Vivevo da anni facendo il bagno nudo in quel ruscello, convinto che fosse solo mio. Quel pomeriggio, tra i rovi, due occhi giovani mi osservavano senza pudore.
Quattro mesi da solo in montagna gli avevano lasciato una fame che nessun whisky poteva placare. Quella notte, dietro la tenda rossa della locanda, tre ragazzi sapevano esattamente come accoglierlo.
Erano anni che entravo di nascosto solo per guardare. Quel pomeriggio d’estate, finalmente, decisi di aprire la porta a uno di loro.
Vent’anni, vergine e rinchiuso tra i fumetti. Mio padre credeva che un viaggio in campagna mi avrebbe fatto diventare uomo. Non immaginava chi mi avrebbe aspettato laggiù.
Si è tolto la maglietta fradicia davanti a me, senza sapere che avevo sentito tutto dalla doccia. Quello che gli ho proposto quel pomeriggio gli ha cambiato l’idea del piacere.
Avevano passato tutta la vita inseparabili, ma quel pomeriggio, soli sul divano, nessuno dei due volle fingere che quel bacio fosse stato un incidente.
La sua mano risalì dal mio ginocchio alla coscia senza fretta, come se sapesse già che non l’avrei tolta. E non la tolsi.
Cacciavo cervi sul monte quando degli artigli mi sollevarono verso le nubi. Al risveglio, un uomo dalla barba irsuta e dal sesso eretto mi attendeva su un letto di marmo.
Si tolse la scarpa in macchina, fece scivolare il piede fino al mio inguine e sussurrò: «La tua prima volta sarà obbedendomi? Meglio per tutti e due» .
La regola era sempre stata la stessa: la sua verginità era intoccabile. Quella notte, davanti a una sala di uomini avidi, quella regola si sarebbe spezzata per il miglior offerente.
Chiusi la porta a chiave e fu come premere un interruttore: per la prima volta mi sarei spogliato davanti alla camera perché qualcuno, dall’altra parte, mi desiderasse.
Non avevo mai raccontato a nessuno che il mio corpo non reagiva. Lo confessai all’amica di mia madre, senza immaginare che avrebbe finito per insegnarmi tutto ciò che mi mancava.
Immaginavo questo giorno da due anni. Non sapevo che un uomo sulla cinquantina, con lo sguardo fisso sul mio, avrebbe deciso per me come sarebbe stata la mia prima volta.
Erano giorni che non avevo sue notizie, sognando i suoi ordini. Quel pomeriggio varcai una porta che non dovevo e scoprii fin dove ero disposto ad arrivare.
Non ho mai avuto il coraggio di espormi. Fino a oggi. Domani andrò a lezione senza nulla sotto i vestiti, e averlo scritto qui sembra già il vostro primo ordine.
Attraversai quella porta convinta di conoscere i miei limiti. Tre ore dopo capii che li stavo appena scoprendo, tremando tra la paura e voglie che non sapevo nominare.
Quando abbassò lo sguardo su quelle sneakers bianche e sudate, capì che avrebbe obbedito a qualsiasi cosa quella ragazza le avesse chiesto. E quello era solo l’inizio.