Punizione BDSM al parco dopo la sua provocazione
Lei gli ha bruciato i pantaloni per prenderlo in giro e, quando lui l’ha raggiunta, ha capito che avrebbe pagato lo scherzo con tutto il corpo.
Lei gli ha bruciato i pantaloni per prenderlo in giro e, quando lui l’ha raggiunta, ha capito che avrebbe pagato lo scherzo con tutto il corpo.
Quando accettò che la mettessi alla prova prima del suo primo appuntamento, capii che non si poteva più tornare indietro.
Dovevo solo vendergli un tanga bagnato, ma quando mi diede il primo ordine ero già a gambe aperte, tremante e desiderosa di obbedire.
Quando mi inginocchiai davanti a lei pensavo di poter resistere. Mezz’ora dopo avevo il suo piede in faccia e non sapevo più dove finisse la mia volontà.
Quando lo portarono a bordo piscina, sorrideva ancora. Smetté di farlo appena capì che lì comandavano loro.
L’odore tra le mie gambe mi faceva già ardere, ma non immaginavo chi avrebbe usato quel feticismo per mettermi in ginocchio.
Credevo che quella notte fosse stata unica, finché mi invitarono a casa loro e capii che volevano ancora usarmi, guardarmi e farmi venire di nuovo.
In galleria fingevo di avere tutto sotto controllo, finché uno sconosciuto mi ordinò di lasciare il calice e obbedire.
Quando chiuse la porta dello studio e mi ordinò di guardarmi nel vetro, capii che quella notte non ne sarei uscita intatta.
Tutto cominciò con ordini assurdi in ufficio e finì con me a gambe aperte per clienti, sconosciuti e feste impossibili da dimenticare.
Cominciò con un ordine davanti allo specchio e finì in ginocchio, mentre allargava le gambe e mi chiedeva di portarlo molto più lontano.
Quando la porta del bagno si aprì, avevo già la pistola alzata e un'idea chiarissima di come avrei piegato quel maiale prima di andarcene.
Avevo preparato mezz’ora di provocazioni per una sala piena di donne. Quello che non avevo preparato era ciò che avrebbero fatto loro quando avessi perso il controllo.
Dopo quella settimana mio padre non la guardò mai più allo stesso modo. Nemmeno io, quando scoprii che cosa aveva fatto per salvarci tutti dalla rovina.
Il primo ordine arrivò alle sette di sera e capii che quella notte avrei obbedito a tutto, senza fare domande, davanti a una telecamera e a un uomo che conoscevo solo dalla sua voce scritta.
Credevo di guardare senza farmi notare. Quando entrai nello spogliatoio per nascondere l’erezione, lei mi aspettava già con due amiche.
Entrò nella sala da pranzo come una domestica e ne uscì come un'altra persona. Quella notte, davanti al fuoco, scelse quale nome lasciare bruciare per sempre.
Evitò di guardarlo negli occhi quando aprì la porta, temendo che scoprisse ciò che taceva da mesi: desiderava l’uomo che dominava sua figlia.
Quando la porta viola si chiuse sotto i miei piedi, capii di non essere più nella mia città: qui comandavano gli uomini e loro aspettavano solo un ordine.
Quella notte non volevo aspettare nessuno. Volevo la guardia che mi aveva spogliata con lo sguardo, senza sapere cosa nascondevo.