La mia seconda volta da travestita al cinema porno
Avevo nello zaino il mio vestito fucsia e in testa un solo pensiero: quella notte sarei stata di tutti quelli che avrebbero pagato per me.
Avevo nello zaino il mio vestito fucsia e in testa un solo pensiero: quella notte sarei stata di tutti quelli che avrebbero pagato per me.
La voce dall’altra parte dell’auricolare mi diede un ordine semplice: non potevo venire finché non lo decideva lei. Poi sparì senza dirmi quando sarebbe tornata.
La scatola era rimasta per anni in fondo all’armadio. Misi il primo disco senza immaginare che ciò che avrei visto quel pomeriggio mi sarebbe rimasto addosso per sempre.
Mi sono sdraiata nuda credendo di voler solo dormire. Tre ore dopo stavo ancora scoprendo quanto piacere fossi capace di darmi da sola.
Erano le due di notte quando un video mi mise quell’idea in testa. Giorni dopo camminavo al supermercato con un segreto vibrante tra le gambe.
Eravamo cresciuti dormendo in stanze contigue, finché una notte un suono oltre il muro mi fece capire che non la vedevo più come una sorella.
Arrivo a casa, rimango nuda sulla poltrona e perdo il conto. È la mia routine, il mio segreto, l’unica cosa di cui ho davvero bisogno alla fine della giornata.
Ero solo, il caldo era insopportabile e l’acqua scorreva tiepida sulla mia pelle. Poi mi è venuta in mente una cosa che immaginavo da mesi e non avevo mai osato fare.
Ho acceso il vibratore, aperto il bingo e mi sono promessa una regola per ogni pallina. Quello che è successo dopo l’ho raccontato settimane dopo.
Ho ventiquattro anni e sto ancora imparando cosa mi accende. Quel pomeriggio, con la mano sul collo, ho scoperto qualcosa di cui non sapevo di aver bisogno.
Gli ho chiesto una foto e mi è arrivata quella di un altro uomo: uno sconosciuto perfetto. Quella notte non immaginavo dove mi avrebbe portata quell’immagine mentre dormivo.
Mi sono promessa di non sentirmi più la sua mancanza. Allora perché stanotte ho una mano tra le gambe e il suo nome incastrato in gola?
Avevo diciannove anni e non avevo mai osato esplorarmi. Quel pomeriggio, con la casa in silenzio, decisi di imitare ciò che vedevo sullo schermo.
Llevaba semanas mostrándome ante la cámara para ella. Esa noche, con una sola frase susurrada, me pidió algo que cambió para siempre lo que yo creía querer.
Le ho lasciate accanto alla lavatrice come un capo qualsiasi, ma appena le ho portate al naso ho capito che quella donna aveva pianificato tutto fin dall’inizio.
Chiesi al mio amico di accompagnarmi a realizzare una fantasia che coltivavo da anni: lasciarmi guardare da sconosciuti. Non immaginavo quanto mi sarebbe piaciuto.
Sono mesi che dormo da solo. Ma quando l’insonnia stringe, torno ad averla sopra di me, a gemere il mio nome come prima che tutto si spezzasse.
Me l’ha chiesto dallo schermo e io ho obbedito: aprire la finestra, lasciar cadere i vestiti e farmi guardare senza pudore da quegli uomini.
Adoro il pisolino quando sono sola in casa. Oggi il fresco del temporale mi ha fatto rizzare la pelle e, senza rendermene conto, non riuscivo a pensare ad altro che a come mi avresti guardata tu.
L’avevo messo nella borsa di fretta, ma quel pomeriggio lo tirai fuori per un altro motivo: ero sola, annoiata e troppo eccitata per resistere.