Così ho scoperto di essere un cuckold consenziente
Avevo diciannove anni e una fidanzata cotta di un altro. Ci misi un anno a capire che quel tradimento, invece di ferirmi, era ciò che mi eccitava di più.
Avevo diciannove anni e una fidanzata cotta di un altro. Ci misi un anno a capire che quel tradimento, invece di ferirmi, era ciò che mi eccitava di più.
Si svegliò voltata di spalle, con il segno dei miei denti sulla spalla. Le dissi che il bagno era mio e obbedì senza fare domande.
Nessuno nello studio immaginava cosa facesse Lorena durante la pausa pranzo, due piani più sotto, dietro una porta che chiudeva sempre a chiave.
Per tutta l’estate aveva messo le mani dove non doveva. Quel pomeriggio, in piscina, scoprì che qualcuno lo osservava e che la sua fortuna era finita.
Il baule nero aspetta al centro del salotto come una bara di plastica. Quando la cerniera della maschera risale sulla sua nuca, Tomás smette di essere un uomo e comincia a essere una cosa.
Due amiche escono dal lavoro, si cambiano e si perdono nella notte. Questa volta la preda è un ragazzo ubriaco fuori dalla discoteca, e la cala deserta vedrà tutto.
Quando scesi in biblioteca quel pomeriggio non sapevo che mia matrigna e la sua imponente socia avevano già deciso che tipo di uomo avrebbero fatto di me.
Bruna la amo più di quasi chiunque altro. Per questo mi costa tanto raccontare ciò che due sconosciuti le fecero in quella notte che nessuno dei due dimenticherà.
Da anni aveva allenato un’espressione che non rivelava nulla. Ma quel pomeriggio, nella hall dell’hotel, i suoi occhi tradirono l’unica cosa che non avrebbe dovuto provare per lei.
Quando suonò il campanello, Babacar gli ordinò di aprire la porta indossando solo quel ridicolo tanga. L’amico entrò sorridendo, e Tomás capì che quella notte non apparteneva a sé stesso.
Sono uscito da quella riunione con il sangue in ebollizione. Quella notte non volevo giocare piano: volevo distruggere i due ragazzi che mi aspettavano in ginocchio sul materasso.
Due uomini entrano nella vetrina credendosi intoccabili. Solo uno uscirà com’è arrivato; l’altro, il pubblico ha già deciso di trasformarlo in qualcosa di dolce, obbediente e per sempre diverso.
Mi faceva svegliare a un’ora precisa senza sveglia, solo con le sue parole infilate nella testa. E io obbedivo, mentre il mio ragazzo russava al mio fianco.
Mi salvai il suo numero come «S.1». Due giorni per pentirmi e non una volta volsi farlo: volevo che mi usassero di nuovo, peggio della prima volta.
Entrai nello studio con la gola secca. Non mi aspettavo che mi chiedesse di chiudere gli occhi e descrivere, parola per parola, ciò che nascondevo da mesi.
Tre giorni sulla spiaggia, cinque amiche e un cellulare che non si è mai spento. Credevo di essere tra risate innocenti; altri la vedevano come uno spettacolo.
L’armadio del signorino custodiva un’uniforme nera con cuffietta bianca, e don Aurelio le assicurò che appena l’avesse indossata non sarebbe più stata Marcial.
Quella mattina di settembre vidi entrare la ragazza più timida dell’aula. Ci misi due settimane a capire che la timida dell’aula non era lei, ero io.
Le pregai per mesi una sessione. Quando finalmente entrai nel suo studio, capii che non mi aveva invitato per fotografarla, ma per insegnarmi a obbedire.
Quando spinsi la porta metallica pensavo di trovarlo da solo, come sempre. Ma sotto quella lampadina sospesa c’erano altri quattro uomini, e nessuno sembrava avere fretta.