Quello che accadde quella notte tra i camper
Quando rientrarono, Noa era già nuda e Andrés la teneva da dietro. Sapevo che nessuno dei cinque avrebbe dormito da solo nel proprio letto quella notte.
Quando rientrarono, Noa era già nuda e Andrés la teneva da dietro. Sapevo che nessuno dei cinque avrebbe dormito da solo nel proprio letto quella notte.
Tre uomini, una sola donna al centro del letto e una regola che tutti rispettavano. Quella notte Noelia scoprì qualcosa che la legò per sempre a uno di loro.
Accettai il pezzo pensando fosse un lavoro come un altro. Non sapevo che quell’uomo del calendario mi sarebbe entrato sotto la pelle fino a diventare impossibile da dimenticare.
Arrivai alla sua porta con la depressione addosso e troppe birre. Non cercavo sesso. Cercavo qualcuno che capisse perché non riuscivo più a guardarmi allo specchio.
Quando l’insegnante di Tobías mi ha dato il suo numero personale «nel caso salti fuori qualcosa di urgente», ho capito che non c’entravano nulla i voti di mio figlio.
Un tubo rotto ci ha costretti a dormire tutti insieme. Toni da una parte, io dall’altra, e in mezzo Sergio... che non dormiva così profondamente come credevamo.
Avere un cazzo nel culo e un altro in bocca non era il mio programma per un sabato. Ma entrai nella sauna, incrociai due sguardi e tutto cambiò.
Avevo ventun anni, un anno disastroso alle spalle e una voglia matta di dimenticare tutto tra le braccia di qualcuno. Quella sera di giugno, un messaggio diverso da tutti gli altri cambiò ogni cosa.
Attraversammo l’oceano per festeggiare i nostri ventuno anni con loro. Quando scendemmo in salotto vestiti, i due ci aspettavano in piedi e capii che niente sarebbe stato più come prima.
Abitava a tre portoni dal mio e voleva solo guardare porno e toccarci. Quello che scoprii di lui quel pomeriggio cambiò tutto tra noi.
Quella notte indossai i calzoni color carne, la giacchetta dorata e la parrucca con la chioma. Non immaginavo che il costume avrebbe scatenato tutto quello che scatenò.
L’alba trovò i loro corpi nudi sulle lenzuola disfatte. Mateo aprì gli occhi e cercò di ricostruire, ora per ora, come quello sconosciuto fosse arrivato nel suo letto.
Lo consideravo un amico e basta. Finché, all’alba, mi afferrò per il collo davanti alla discoteca e tutto quello che credevo di sapere su di me crollò.
Quello che doveva essere un pranzo qualsiasi con uno sconosciuto trovato online finì con me nel suo letto, a mordere il cuscino per non gridare.
Lavoravamo fianco a fianco tra monitor e sguardi complicità. Poi una sera, a casa sua, ho scoperto la sorpresa che Nadia nascondeva sotto il vestito.
Ci odiavamo da secoli e volevamo ammazzarci. Non mi aspettavo di finire col suo cazzo fino in fondo mentre l’auto ci si sfaldava sotto.
Mi sono svegliato duro, ho deciso di non farmi la solita sega e sono andato al cruising. Non immaginavo di finire in ginocchio con tre cazzi attorno alla faccia.
Per mesi avevo fantasticato di stare con una ragazza trans. Quella notte, sul sedile del passeggero, mi sussurrò all’orecchio che aveva capito come la guardavo.
Mi chiese di non lavarmi prima di andare. Pensai fosse solo un capriccio, ma quella notte scoprii fin dove poteva spingersi la mia stessa vergogna.
Da mesi lo ripetevamo a letto come un gioco di parole. Quella notte, quando tornai dal bagno, non era più un gioco: si stavano baciando sul mio divano.