La mia dipendenza dalla masturbazione è cambiata in una notte
Ho cominciato a masturbarmi in silenzio accanto a lei, ma quando ha creduto che dormissi, la sua mano si è mossa sotto il lenzuolo e tutto è cambiato.
Ho cominciato a masturbarmi in silenzio accanto a lei, ma quando ha creduto che dormissi, la sua mano si è mossa sotto il lenzuolo e tutto è cambiato.
Mi afferrò la mano alla reception, disse che gli dovevo qualcosa e, prima ancora di poterci pensare, lo stavo già baciando contro la porta del bagno.
Fingevamo di dormire in silenzio, ma la sua erezione contro il mio culo e la mia mano nei suoi boxer resero impossibile restare fermi.
I vetri erano appannati, io ero ancora a quattro zampe e lui sapeva già che quella notte il mio corpo non avrebbe dimenticato la sua prima penetrazione.
La vidi camminare lungo la riva con la pancia rotonda e un sorriso che mi ricordò tutto ciò che avevamo lasciato in sospeso.
Sono entrata per controllare i materiali e ne sono uscita con la gonna sollevata, la bocca piena di lui e le gambe tremanti contro un tavolo impolverato.
Trovai il suo slip strappato e fradicio sul pavimento. Quando si girò nel letto e mi guardò con vergogna negli occhi, capii che la notte era appena iniziata.
Per settimane lessi i suoi messaggi e mi toccai pensando alla sua voce; quando lo vidi uscire dal terminal, capii che quell’attesa sarebbe finita male.
Il rigonfiamento di Idris si premette contro di me per un istante e non mi scostai. Quando chiusero la porta, ero ancora fradicia. Scesi in cucina e vidi il portafrutta.
Sono passati anni, Mariana, e ancora ti penso mentre mi tocco al buio. Questa è la confessione che non leggerai mai e la fantasia che continuo a ripetermi.
La cassiera mi aveva guardata male quando aveva passato i cetrioli, la carota e la melanzana. Non immaginava dove sarebbero finiti poche ore dopo.
Quando entrai al bar e lo vidi al tavolo in fondo, senza Camila tra noi, capii che quella birra era una scusa e che sarei finito con la sua bocca sulla mia.
Ogni volta che passavo davanti al suo negozio, mi spogliava con gli occhi; ci misi poco a smettere di fingere che non mi eccitasse.
Chiusi gli occhi per rilassarmi, ma quando le sue mani scesero lungo la mia schiena capii che quella notte non sarebbe finita dormendo.
Tutto cominciò sulle scale, con domande troppo intime e una curiosità che presto si trasformò in pura eccitazione.
È iniziato con una battuta sulla sua camicetta aperta, ma quando mi ha sfidato a sostenerle lo sguardo ho capito che quella notte non sarebbe finita al tavolo.
Fradicia, al buio e troppo vicina a lui, capii che chiedergli di restare significava smettere di fingere ciò che immaginavo da mesi.
Arrivai prima di lui, accesi le candele e lasciai la porta socchiusa per un appuntamento da cui non si poteva più tornare indietro.
Quella notte entrai in hotel pensando al lavoro, ma finii per confessare ciò che mi ha sempre bagnata: essere guardata, registrata e scopata senza pudore.
Renata dormiva stretta contro la mia schiena in perizoma, mentre io ero nudo. Quando aprì gli occhi, capii che quella mattina non sarebbe finita come doveva.