La trans del bar mi ha insegnato a non giudicare
«E non ti importa che abbia un cazzo?», sbottò suo cugino prima di presentarcela. Risposi che volevo conoscerla prima. Quella stessa notte finii in ginocchio ai suoi piedi.
«E non ti importa che abbia un cazzo?», sbottò suo cugino prima di presentarcela. Risposi che volevo conoscerla prima. Quella stessa notte finii in ginocchio ai suoi piedi.
Ho provato davanti allo specchio per settimane. La notte in cui misi il vestito nello zaino seppi che non c’era più ritorno: quella volta sarebbe stato vero.
Una mano paziente spuntava dalle sbarre e mi accarezzava il ventre senza fretta. Mio marito mi slacciò un bottone della camicia per aprirle la strada.
Varcai la porta della suite aspettandomi una donna spaventata. Non immaginavo ciò che nascondeva sotto quella lunga gonna, né la voglia con cui pensava di mostrarmelo.
Quando rientrarono, Noa era già nuda e Andrés la teneva da dietro. Sapevo che nessuno dei cinque avrebbe dormito da solo nel proprio letto quella notte.
Tre uomini, una sola donna al centro del letto e una regola che tutti rispettavano. Quella notte Noelia scoprì qualcosa che la legò per sempre a uno di loro.
Il parroco mi ha chiesto di restare quando la chiesa era già vuota. Quello che è successo nel suo studio è diventato il mio segreto di ogni domenica, e non voglio che finisca.
Ero in pigiama, col caffè a metà e un romanzo bollente tra le mani, quando sentii la sua chiave nella porta e capii che quella mattina non sarebbe finita con la lettura.
Accettai il pezzo pensando fosse un lavoro come un altro. Non sapevo che quell’uomo del calendario mi sarebbe entrato sotto la pelle fino a diventare impossibile da dimenticare.
Lo seguii lungo il corridoio senza pensarci, con il cuore in gola. Sapevo che, se avessi spinto quella porta, non ci sarebbe stato ritorno, eppure la spinsi.
Sapevo che il suo sguardo era piantato sulla mia schiena mentre mi spogliavo vicino all’armadio. Lasciai la porta del bagno socchiusa apposta: l’invito era servito.
Ci eravamo scambiati centinaia di foto, ma non era mai successo nulla di persona. Fino a quel pomeriggio di marzo in cui andai a prenderla e lei aveva già un piano.
Un tubo rotto ci ha costretti a dormire tutti insieme. Toni da una parte, io dall’altra, e in mezzo Sergio... che non dormiva così profondamente come credevamo.
Rilesse il messaggio quattro volte e il cuore le batteva come a vent’anni. Aveva cinquantanove anni e una sconosciuta le aveva appena risvegliato qualcosa che credeva perduto per sempre.
Avere un cazzo nel culo e un altro in bocca non era il mio programma per un sabato. Ma entrai nella sauna, incrociai due sguardi e tutto cambiò.
Avevo ventun anni, un anno accademico disastroso alle spalle e una voglia matta di farmi dimenticare. Quel pomeriggio di giugno, un messaggio diverso dagli altri cambiò tutto.
Abitava a tre portoni dal mio e voleva solo guardare porno e toccarci. Quello che scoprii di lui quel pomeriggio cambiò tutto tra noi.
Quella notte indossai i calzoni color carne, la giacchetta dorata e la parrucca con la chioma. Non immaginavo che il costume avrebbe scatenato tutto quello che scatenò.
Ci odiavamo da secoli e volevamo ammazzarci. Non mi aspettavo di finire col suo cazzo fino in fondo mentre l’auto ci si sfaldava sotto.
Mi sono svegliato duro, ho deciso di non farmi la solita sega e sono andato al cruising. Non immaginavo di finire in ginocchio con tre cazzi attorno alla faccia.