Le mie fantasie che non ho mai raccontato a nessuno
Ho ventotto anni e una lista di fantasie che quasi non racconto mai a nessuno. Questa è la mia confessione completa, senza filtri.
Ho ventotto anni e una lista di fantasie che quasi non racconto mai a nessuno. Questa è la mia confessione completa, senza filtri.
Cominciò nel cortile dell’università, quando un pugno mi tolse il fiato e sentii qualcosa oltre al dolore. Da allora non riuscii più a smettere di cercarlo.
L’avevano pianificato per settimane. La stanza buia, le corde, e Vera ad aspettarle con quel sorriso che non prometteva nulla di buono né di facile.
Avevo quindici anni quando le sorpresi la prima volta. Oggi, a ventidue, non riesco più a guardare quei ricordi allo stesso modo.
Sognavo lei da mesi. Quando scese dal palco e posò la bocca sulla mia, capii che quella fantasia non sarebbe mai scomparsa.
Si sedette sul tronco e mi tese i piedi senza dire una parola. Parlavanо solo i suoi occhi, e quello che dicevano non lasciava alcuna scelta.
Il messaggio diceva: «Che ne dici di condividerti con una coppia?». Risi. Ma qualcosa in quelle parole accese una curiosità che non sapevo di avere.
Nadia arrivò quella mattina con una busta di bibite e dei jeans cortissimi. Erano anni che non restavamo davvero sole. Non sapevo che questo avrebbe cambiato tutto.
Chiusi il frigorifero piano, con una siringa in mano. Solo io sapevo cosa stavo per fare in quella cucina.
Quando le luci del palco la illuminarono, smisi di vederla come la mia amica. Vedevo solo la donna che desideravo da anni senza osare dirglielo.
Il suo avatar si sedette accanto al mio su quella terrazza pixelata e qualcosa nella sua voce mi fece restare fino alle cinque del mattino.
Dopo due ore a fissare il soffitto, decisi che non avrei più aspettato. Mi avvicinai a lei da dietro e cominciai dove di solito finisce il processo.
Quando Daniela portò la sua amica nella stanza in fondo, credette di starla iniziando. Non sapeva che l’innocente conosceva già quel posto a memoria.
Eravamo sette donne in quell’appartamento, il vino aveva già fatto il suo effetto, e Camila cominciò a parlare. Quello che ci raccontò quella notte nessuna se lo aspettava.
Quattro uomini potenti morti allo stesso modo. Tutti nudi, esausti. Qualcuno li sceglieva, li seduceva e li portava al limite esatto prima della fine.
Lei era alla trentaseiesima settimana e io restavo sola con lei per tutta la settimana. Nessuno sapeva cosa mi passasse per la testa ogni volta che la aiutavo.
Una notte d’estate, un gioco della bottiglia tra sconosciuti sulla spiaggia e nessuna voglia di fermarsi. Quello che è successo dopo è andato ben oltre ogni aspettativa.
A sessantatré anni mi masturbavo da sola da un decennio. Non immaginavo che la ragazza della stanza libera avrebbe cambiato tutto per sempre.
Sofía da anni immaginava come sarebbe stata quella notte. Non aveva immaginato che ci sarebbe stata Camila, né che Rodrigo non avrebbe voluto che se ne andasse.
Quel pomeriggio in casa, mentre provavamo vestiti in soggiorno, capii che lo sguardo che Valeria mi lanciava non aveva nulla di innocente.