L’infedele che non sapeva con chi aveva a che fare
Quella sera al ristorante di Pinamar, Valeria capì che la grande città è in realtà un paese molto piccolo.
Quella sera al ristorante di Pinamar, Valeria capì che la grande città è in realtà un paese molto piccolo.
Lo vidi sulla terrazza del porto: alto, barbuto e con le spalle larghe. Marcos mi guardò di sbieco e capii che stavamo pensando entrambi la stessa cosa.
Lui è apparso tra le dune, si è fermato a guardare e non se n’è andato. Noi abbiamo continuato, e anche lui. Così è iniziato il gioco più eccitante che abbiamo mai avuto.
Le avevo riempito la testa per anni con quell’idea, finché il viaggio al mare ci offrì il scenario perfetto. Non immaginavo però il nome che lei avrebbe pronunciato.
Il secondo giorno, il vento scuoteva la capanna con tanta forza che ci restava solo da guardare film. Uno di quelli non avrebbe mai dovuto uscire da quella custodia bagnata.
Fingevo da anni. Quando lei propose di passare il fine settimana su una spiaggia nudista con i suoi amici, non immaginavo che fosse la trappola perfetta per farmi uscire allo scoperto senza preavviso.
La stavo guardando di sottecchi da mezz’ora quando mi parlò. Dietro le rocce, nessuno dei due aveva intenzione di rivestirsi per il resto del pomeriggio.
Quando uscii dalla doccia rasato e stordito dal rum, lo vidi seduto sul letto con un collare rosa e una parrucca. Capii che quell’isola non era un rifugio: era una trappola.
Gli feci un massaggio dopo la spiaggia, senza pensarci. Sentii la sua erezione sotto il costume e capii che quell’estate non sarebbe finita come le altre.
Mia moglie mi sussurrò all’orecchio che desiderava anche lei quel corpo giovane. Quella notte, sul divano del salotto, tutto ciò che era proibito smise di esserlo.
Quando il suo bikini si spostò sulla riva e gli uomini sulla spiaggia cominciarono a guardare, lei non lo sistemò. Si limitò a camminare più piano.
Pablo e Laura arrivavano al resort pensando al tennis. Otto adulti, una terrazza con vista sul mare e una bottiglia di vino di troppo cambiarono tutti i piani.
Quel pomeriggio in spiaggia capii che in quattro ci stavano guardando. Non sapevo ancora che quella notte tutto ciò che Roberto e io avevamo immaginato sarebbe accaduto.
Le proposi di dormire nella mia stanza per non restare sola con la paura. Non avevo calcolato cosa sarebbe successo quando si è infilata nel mio letto.
Tornò dalla corsa al tramonto e la trovò tra le dune. Non era sola. Non lo era mai stata.
Valeria aveva 26 anni quando partimmo per le vacanze insieme. Io non riuscivo a smettere di guardarla da giorni, e nessuno dei due sapeva cosa sarebbe successo.
Tre mesi senza vederci e appena scese dall’aereo capii che sarebbe successo qualcosa. Quello che non immaginai fu che quella notte ci sarebbero stati testimoni sulla spiaggia.
Da due anni guardavo mia cognata come non avrei dovuto. Quella notte in discoteca, lei mi chiese se volevo che me lo raccontasse o che me lo mostrasse.
Mia madre aprì la porta del camerino senza avvisare. Quello che trovò dall’altra parte cambiò tutto tra noi, anche se nessuno seppe dargli un nome quel pomeriggio.
Siamo arrivati in hotel come madre e figlio, fingendo di essere amanti. Per domenica, non stava più fingendo nessuno.