La prima volta fu con la ragazza che ho odiato di più
Eravamo nemici dichiarati da quando avevamo cinque anni. Nessuno avrebbe immaginato che la ragazza che mi faceva uscire sangue dal naso sarebbe stata anche la mia prima donna.
Eravamo nemici dichiarati da quando avevamo cinque anni. Nessuno avrebbe immaginato che la ragazza che mi faceva uscire sangue dal naso sarebbe stata anche la mia prima donna.
Lei aveva un ragazzo. Diceva di essere etero. Eppure, quel pomeriggio in piscina, il suo piede cercò il mio sotto l’acqua e io non lo allontanai.
Mi abbassai i pantaloni davanti agli altri quattro e, quando lui si chinò su di me, seppi che quel pomeriggio non sarei uscito da quell’aula lo stesso di prima.
Il secondo giorno, il vento scuoteva la capanna con tanta forza che ci restava solo da guardare film. Uno di quelli non avrebbe mai dovuto uscire da quella custodia bagnata.
Erano anni che non vedevo Mateo, il padre di Diego. Quando lo incrociai quel pomeriggio, non immaginavo che avrei finito nel suo salotto con un costume rosso prestato e il respiro spezzato.
La musica suonava lontano, la famiglia brindava sotto e io ero ancora seduta sul letto, senza capire in quale momento i suoi baci avessero smesso di essere un gioco.
Pensai che la pioggia mi avrebbe lasciato senza nulla. A venti metri vidi il ragazzo moro vicino alla panchina, fradicio, e capii che la notte era appena iniziata.
La prima volta che mi misi un paio di tacchi altrui capii che quell’immagine nello specchio era la versione più onesta di me. Ci vollero anni per accettarlo.
La casa era vuota e avevo tutto il tempo del mondo. Non avrei mai immaginato che cercare un caricatore mi avrebbe portato a scoprire la vita segreta di mio padre e della mia matrigna.
Quando la tempesta spense le luci e i tuoni fecero tremare i muri, lei si rannicchiò contro di me. Erano anni che non sentiva il calore di nessuno. Questo cambiò tutto.
Trovai la sua biancheria intima sopra il cesto quando entrai in bagno. Non l'aveva sistemata bene. E da quel momento non riuscii più a vederla allo stesso modo.
Non era la prima volta che pensavo di attraversare quel corridoio, ma era la prima in cui i miei piedi si mossero prima della testa. La casa intera dormiva e io no.
Quella notte, mentre lo masturbavo nel letto, mi fermò e mi chiese com’era l’altro. Non immaginavo che la mia confessione avrebbe cambiato il nostro letto.
Volevo solo qualcosa di temporaneo mentre finivo il liceo. Non immaginavo che quelle voci notturne in un mondo virtuale mi insegnassero così tanto sul desiderio.
Ha compiuto diciotto anni e la prima cosa che ha fatto è stata cercare la donna che suo padre gli aveva strappato. Non immaginava che quel pomeriggio, in un bar, lei sarebbe arrivata con un piano diverso.
Mia cugina era andata in spiaggia con le sue amiche. Quando suonai il campanello, mia zia aprì la porta col grembiule addosso e un sorriso che non le avevo mai visto prima.
Le stava raccontando della rottura quando la coppia in basso cominciò a baciarsi. Guardarono senza volerlo. Poi non riuscirono più a smettere.
Spinsi la porta trattenendo il respiro. Lui dormiva di lato, il lenzuolo scivolato fino alla vita. Se me ne fossi andata in quell’istante, non era successo niente. Non me ne andai.
Entrai nel gioco per farmi amici. Restai perché lì c’erano uomini che volevano la stessa cosa che volevo io: qualcosa di reale, senza nome e senza futuro.
Mi sono svegliato nella sua stanza senza ricordare come ci fossi arrivato. Lui era in cucina, mezzo nudo e tranquillo, come se fosse tutto del tutto normale.