Il video che abbiamo girato insieme e che non avrei mai dovuto rivedere
Portavo mesi senza aprire quella cartella nascosta nel telefono. Quella notte, l’insonnia e il desiderio decisero per me.
Portavo mesi senza aprire quella cartella nascosta nel telefono. Quella notte, l’insonnia e il desiderio decisero per me.
Camminai scalza lungo il corridoio e appoggiai la fronte alla porta della stanza. Sapevo che sarebbe venuto dietro di me. E sapevo esattamente cosa mi avrebbe fatto lì.
L’ho aggiunto senza pensarci. Ho letto tutto quello che ha pubblicato. Non gli ho mai messo un like. Tre anni dopo, non riesco ancora a scrivergli.
Marcos aveva il corpo che avevo alla sua età. Quella notte, con tutti addormentati, capii che a separarci in quel letto stretto c’era qualcosa di più del caldo.
Indossava solo un cappotto lungo e stivali con il tacco. Il suo unico piano era sentire gli sguardi degli sconosciuti scorrerle sul corpo mentre fingeva di fare la spesa.
Da tre settimane non scopavamo. Quando vidi quell’uomo avvicinarsi lungo il sentiero, lui mi strinse la testa più forte. Non pensava a fermarsi. E io non volevo che lo facesse.
Per mesi avevo fantasticato di arrendermi a qualcuno capace di prendere il controllo. Non immaginavo di trovarlo un venerdì al bancone di un bar.
La brezza notturna, due spinelli accesi e la certezza che tutti dormissero. Mancava solo che uno dei due dicesse ad alta voce ciò che entrambi pensavamo.
Quattro bicchieri di vino e Rodrigo cominciò a parlare. Quello che uscì dalla sua bocca quella sera cambiò per sempre le regole tra loro.
Per quattro anni ci siamo scambiati sguardi in quel bar. Lei con i suoi occhiali, io senza sapere cosa fare di tutto quello che provavo ogni volta che mi serviva.
Ho trovato un giocattolo nascosto nel suo cassetto e ho capito che non era solo la tristezza a mancargli. Le serviva qualcosa che solo la sua stessa famiglia poteva darle.
La spiavo dalla mia finestra mentre stendeva i panni in terrazza. Quelle tette enormi, quel sorriso complice. Sapeva che la guardavo e non disse mai nulla... fino a quel martedì.
Preparammo la cena insieme tra baci furtivi. Nessuno immaginava come sarebbe finita quella serata film sul divano quando scoprì la mia abitudine segreta.
Chiuse a chiave, si sedette alla scrivania e mi guardò con due occhi verdi che non giudicavano nulla. Io avevo ancora il respiro affannato.
Quando mi affacciai alla finestra per riposare un momento, li vidi in piscina. Nudi, che si baciavano, totalmente estranei al mondo. Capii che quell’anno sarebbe stato molto diverso.
Appoggiai la fronte alla porta per non fare rumore. I bambini dormivano dall’altra parte e io mi scioglievo sotto le mani di mio marito, mordendomi il labbro.