La sconosciuta che si è eccitata da sola in spiaggia
Credeva di essere sola. Sollevò il cellulare, inquadrò il corpo dal basso e attese il timer. Io non distolsi gli occhi nemmeno per un secondo.
Credeva di essere sola. Sollevò il cellulare, inquadrò il corpo dal basso e attese il timer. Io non distolsi gli occhi nemmeno per un secondo.
Mi misi i pantaloni più stretti che avevo e non indossai nulla sotto. Ciò che venne dopo fu un segreto che conoscevo solo io mentre lavoravo.
Non l’avevo pianificato. Ma quando entrò nel locale con gli altri e mi piantò addosso gli occhi, capii già che quella notte sarebbe finita in un solo modo.
Hanno sempre fatto le madri responsabili. Quella notte, in una casa che sa di sale e vino, decisero di smettere.
Quando i primi si avvicinarono all’auto e lei non distolse lo sguardo, capii che quella notte saremmo andati molto oltre i piani.
Quando chiuse la porta con la valigia, restammo soli. Il sesso c’era ancora, intenso e familiare, ma mancava qualcosa. Qualcosa che portava solo lui.
Eravamo da mesi a giocare con quell’idea. Ma quando Laura si avvicinò a quello sconosciuto in acqua e vidi la sua mano muoversi sotto la superficie, capii che non era più fantasia.
Quando aprii la porta, la prima cosa che notai furono le sue labbra. La seconda, il modo in cui mi guardò prima di entrare. Sapevo già come sarebbe finito il pomeriggio.
Da anni fantasticavamo. Quando arrivò la busta sigillata con la parola «Quimera», capii che quella notte si sarebbe rotto qualcosa tra noi, per sempre.
Appoggiai il cellulare sulla toeletta con la videochiamata attiva. Il mio amante guardava in silenzio mentre uno sconosciuto mi baciava il collo. Non voleva perdersi nulla.
Quando confessai la mia fantasia alle tre del mattino, pensavo fosse solo chiacchiera da letto. Due settimane dopo mi portò davanti a un motel senza avvertirmi e tutto cambiò.
Mi sono inginocchiata tra i cespugli, con le calze strappate e le ginocchia nella terra. Mi ha chiesto di abbaiare. E l’ho fatto. Quello che mi ha rivelato su di me è stata la verità più forte della notte.
I miei genitori non c’erano. Il pomeriggio era lungo e il desiderio, insopportabile. Quando apparve il nome 'Valeria_sola' nella lista, capii che quella giornata sarebbe stata diversa.
Era la prima volta che andavo alla base dei trasporti a cercarlo. Quello che non sapevo è che Rodrigo mi stava già aspettando con un sorriso tutt’altro che innocente.
Ci sono mattine in cui il corpo mi precede rispetto alla mente. Le lenzuola umide, i fianchi che si muovono da soli, e allora invento te: uno sconosciuto che mi sconvolge completamente.
Quando la guida mascherata mi separò da Mateo in quella hacienda coloniale, capii che la fantasia sussurrata nell’oscurità stava per farsi carne.
Era famosa, perfetta e aveva più di cinquant’anni. Io ero l’attaccante del momento. Quella notte salii nella sua suite e capii cosa vuol dire giocare fuori dalla propria categoria.
Sapevo che non era sensato. Girai comunque intorno al ponte, scesi dal muraglione e lo trovai a dormire esattamente dove lo avevo lasciato.
Entrai nel gioco per farmi amici. Restai perché lì c’erano uomini che volevano la stessa cosa che volevo io: qualcosa di reale, senza nome e senza futuro.
Carmen dormiva al sole, nuda, mentre io prendevo la decisione peggiore e migliore della mia vita. Quando si svegliò e vide in che stato si trovava, non reagì come mi aspettavo.